Un motore di ricerca online per trovare qualunque momento di qualunque film
Presentato al recente TechCrunch50, si chiama AnyClip
Quante volte ci è venuta in mente una battuta o una scena di un film di cui non ricordiamo il titolo ma che ci piacerebbe poter rivedere? Qualcuno ha pensato ad uno strumento che possa aiutare appassionati, blogger di tutto il mondo ma anche professionisti del settore a ritrovare qualunque momento di qualunque film. Il progetto si chiama AnyClip ed è stato presentato al recentissimo TechCrunch50, la conferenza tenutasi a San Francisco in cui ogni anno viene presentata una selezione di 50 applicazioni per il web appena nate. L'occasione è una fantastica vetrina per questi progetti, dei quali vengono discussi difetti e potenzialità, scegliendo infine un vincitore.
Pur non essendo stata premiata, AnyClip ha comunque impressionato positivamente, entrando tra le migliori 5 applicazioni viste al TechCrunch50 di quest'anno,
secondo CNET.
Tra le tante proposte presentate, questa è stata l'unica piattaforma video che ora spera di imporsi sugli altri strumenti simili già presenti nel web grazie al suo concept estremamente preciso.
Grandi contenitori di clip e di cinema infatti esistono già, primi fra tutti YouTube e Hulu.com ma AnyClip ha deciso di scommettere su un servizio ben definito e sulla sua capacità di offrirlo meglio di chiunque altro.
Ha deciso cioè, almeno per ora, di concentrarsi sul cinema e di stringere accordi con tutti gli studios di Hollywood per ottenere i diritti sui loro cataloghi cinematografici.
La strada intrapresa è, insomma, fin dal principio quella della legalità, da percorrere con pazienza e tenacia. Le difficoltà di questo genere di accordi sono state infatti subito sottolineate nella discussione seguita alla presentazione del progetto (
video) ma gli ideatori di AnyClip sembrano molto determinati: andranno avanti per gradi nella conquista di un numero sempre maggiore di film, convinti col tempo di poter raggiungere tutti i loro obbiettivi. Dalla loro parte hanno degli ottimi argomenti, primo fra tutti che il loro sito non propone al pubblico i film interi bensì delle clip dalla durata di 4 minuti o meno, linkando contemporaneamente ai siti di vendita di quegli stessi prodotti.
Inoltre la principale potenzialità della loro applicazione, secondo gli interessi degli studios, sarà quella di risvegliare la curiosità degli utenti su una serie di film del passato, incrementando probabilmente le vendite dei film in DVD.
Il sito è attualmente in fase di
test privato e sta lavorando alla costruzione del suo database, la chiave che rende possibile il servizio di ricerca, costituito da una media di 500 tag per ogni film riguardanti vari aspetti, dalle battute, all'ambientazione agli oggetti presenti nelle scene, per assicurarsi che gli utenti possano trovare sempre quello che cercano.
Ottobre 2009
Grandi registi di Hollywood al lavoro per il piccolo schermo
Spielberg, Stone, Lee, De Niro e Scorsese per Showtime ed HBO
Sia che si tratti di una carenza di risorse per il grande schermo o di una strategia di marketing delle reti per rendere unica la loro offerta nella moltitudine di canali tv, sempre più spesso vediamo grandi nomi del cinema lavorare per produzioni televisive.
Accade negli USA dove sono soprattutto due network via cavo, a pagamento, i più attivi nella realizzazione di serie con l'aiuto di alcuni dei più famosi registi di Hollywood: Showtime ed HBO.
Di proprietà della CBS Corporation, Showtime in questo momento sembra farla da padrone in quanto a grandi nomi.
Tra i suoi collaboratori figura infatti innanzitutto Steven Spielberg che appena un anno fa, complice il talento di Diablo Cody, ha prodotto il serial che ha fatto vincere al network l'Emmy award per la migliore attrice in una serie tv:
United States of Tara, protagonista Toni Collette. Lo stesso Spielberg, secondo indiscrezioni riportate da Variety, sarebbe in trattativa sempre con Showtime per un'altra serie, stavolta sul dietro le quinte di un musical teatrale attraverso tutti gli aspetti della sua preparazione; un'idea che il regista sembra coltivasse da tempo.
Ancora lo stesso network produrrà dieci documentari da un'ora ciascuno, riuniti sotto il titolo di The Secret
History of America e diretti nientemeno che da Oliver Stone.
Il regista vuole raccontare alcune vicende cruciali per gli ultimi 60 anni della storia americana che all'epoca degli avvenimenti non sono state rese pubbliche in tutti i loro aspetti. Se Stone ha qualche rivelazione in serbo per il pubblico, lo scopriremo alla première della serie, prevista per il prossimo anno.
L'accordo più recente siglato da Showtime è infine la produzione di una serie dal titolo
Alphaville. In questo caso ben due sono i nomi famosi coinvolti, entrambi nel ruolo di produttori esecutivi: Spike Lee e Robert De Niro. Ambientata a Manhattan, più precisamente in una parte dell'East Village denominata Alphabet City, la serie cercherà di ricreare il clima di questo quartiere negli anni '80, quand'era il centro della cultura portoricana, paradiso di artisti, musicisti, ballerini di breakdance, rapper, dj, ma anche luogo di droga e violenza.
Un quartiere già utilizzato come scenario al cinema, ad esempio in Taxi Driver. Visto che l'episodio pilota potrebbe essere diretto proprio da Spike Lee, c'è chi ipotizza anche la presenza di De Niro dietro la macchina da presa per almeno una puntata.
L'altro network a pagamento che si sta dando da fare per reclutare nomi famosi è HBO, di proprietà della Time Warner. Molto recentemente ha infatti dato il via alla produzione di 11 episodi della serie
Boardwalk Empire, basata su un episodio pilota diretto da Martin Scorsese. Il protagonista della storia, interpretato da Steve Buscemi, è un uomo d'affari della Atlantic City degli anni '20 che, in pieno proibizionismo, diventa un trafficante di rum.
La serie, in onda il prossimo anno, verrà girata questo autunno a New York; Scorsese rivestirà il ruolo di produttore esecutivo ma potrebbe anche lui decidere di dirigere qualche altro episodio oltre al primo.
Ottobre 2009
Al Toronto International Film Festival un documentario sui clean movies
CleanFlix , quando è lo spettatore a scegliere cosa vedere in un film
Si sono presentati al recente Toronto International Film Festival in mezzo a grandi nomi del cinema mondiale ma i due filmmakers emergenti, Josh Ligiari e Andrew James sono comunque riusciti ad attirare l'attenzione sul loro documentario, intitolato
CleanFlix.
Il merito va senza dubbio al tema che hanno scelto di trattare, capace di stimolare nel pubblico curiosità e riflessioni: il mercato dei clean movies.
Stiamo parlando di una serie di catene di noleggio e vendita che offrono ai loro clienti delle versioni dei film depurate dalle scene violente, di sesso o in cui si usa un linguaggio volgare.
Prendendo il caso particolare di una di queste, appunto CleanFlix, nel documentario si esplora il contesto di nascita di questo fenomeno che si è poi sviluppato conquistando un mercato molto ampio.
Tutto è cominciato nello Utah dove le comunità appartenenti alla Chiesa mormone evitano la visione di film contrassegnati con la lettere R, cioè quelli che richiedono un accompagnatore adulto per i minori di 17 anni.
Negli USA c'è infatti un sistema di classificazione dei film a seconda del loro contenuto che distingue i film per tutte le età (G), quelli sconsigliati ai minori di 10 anni (PG), di 13 (PG-13), o quelli vietati ai minori di 17 anni (NC-17).
Convinti che tutto ciò a cui veniamo esposti influenzi il nostro modo di essere e di comportarci, queste comunità tentano così di preservare le loro posizioni conservatrici; allo stesso tempo però non accettano più di essere fuori dal mondo e sentono l'esigenza di allinearsi in qualche modo con la cultura contemporanea.
Ecco allora la soluzione: un servizio che permette di vedere qualunque film eliminando però le parti considerate pericolose (e ottenendo anche un ovvio stravolgimento del prodotto originale).
Il documentario racconta l'espansione di CleanFlix fino al momento in cui la giustizia ha deciso che questo tipo di attività infrangeva i diritti d'autore, obbligando questa e altre aziende del genere a chiudere.
Ciò è avvenuto nel 2006, in seguito ad una causa legale che vedeva coinvolti una serie di famosi registi di Hollywood, infuriati che si mettessero le mani sul loro lavoro.
Un anno prima, invece, la legge aveva decretato il diritto di operare di ClearPlay una società che raggiunge lo stesso scopo ma con un altro sistema: vende infatti ai suoi clienti degli speciali DVD in cui si possono caricare dei filtri da applicare a qualunque film, selezionando anche che tipo di contenuto eliminare dalla visione.
C'è da dire che un circuito di produzione di clean movies da parte degli stessi studios in effetti esiste: si tratta dei titoli che vengono trasmessi in tv o sulle linee aree ma non commercializzati direttamente per il pubblico. Di fronte ad un mercato potenzialmente molto ampio, come ha dimostrato il successo di CleanFlix, gli autori di Hollywood, che hanno rifiutato tutte le richieste di interviste dei filmmakers Ligiari e James, potrebbero scegliere di scendere a compromessi e diffondere al pubblico delle versioni dei film ripulite da loro stessi?
Le questioni che un tema come questo solleva sono moltissime, a partire da: dove finiscono i diritti dei produttori di contenuti e dove cominciano quelli dei consumatori? Se comprare, editare e rivendere dei film viola palesemente i diritti d'autore, è poi così sbagliato che ognuno di noi possa scegliere cosa vedere e cosa no in un film?
Infine: nel mondo di oggi, quanto vale l'integrità del film come opera intellettuale di uno specifico autore?
Gli stessi Josh Ligiari e Andrew James alla fine del loro viaggio si sono resi conto che questo tema presenta così tante sfumature da rendere molto difficile decidere in maniera netta chi ha ragione e chi ha torto. In questo senso è probabile che l'obbiettivo di far riflettere gli spettatori che vedranno il documentario sarò centrato in pieno.
Ottobre 2009
La MGM rischia il fallimento
La società ha un debito di più di 3 miliardi di dollari
Dopo i segnali registrati durante l'estate, ora non ci sono più dubbi: la situazione finanziaria della MGM è molto grave tanto che la società di produzione cinematografica rischia la bancarotta.
Già poco dopo la metà di Agosto, all'annuncio delle dimissioni da parte dell'amministratore delegato Harry Sloan, molti si erano detti scettici riguardo al futuro dell'azienda; ad appena un mese di distanza, la MGM ha lanciato una disperata richiesta di aiuto.
Il famoso studio, nato nel 1924 e diventato uno dei più potenti di Hollywood, ha spesso attraversato difficoltà finanziarie negli ultimi 30 anni ed è stato anche acquistato e venduto più volte.
L'acquisizione più recente è stata quella del 2005, da parte di alcuni investitori con a capo Sony e Comcast Corporation che hanno sborsato ben 4.8 miliardi di dollari.
In quello stesso anno Sloan, diventato miliardario investendo nel mercato europeo dei media negli anni '80 e '90, si era insediato a capo della MGM con l'intenzione di riportarla al suo antico splendore.
Complici l'economia mondiale e il calo delle vendite del mercato dei DVD, Sloan non è riuscito a centrare un obbiettivo forse anche troppo ambizioso, ritrovandosi ad essere oggi il capro espiatorio della situazione.
Ad accusarlo sono i possessori di obbligazioni della società, investitori che la scorsa settimana si sono visti presentare dai vertici della MGM una richiesta di ben 20 milioni di dollari in contanti subito e altri 150 milioni per andare avanti fino alla fine dell'anno e finanziare i progetti in corso.
La società, che ha sulle spalle un debito di 3,5 miliardi di dollari, ha intenzione di chiedere ai suoi creditori di posticipare il pagamento degli interessi sul debito fino al 2010, in modo da investire nel frattempo sui prossimi film.
L'alternativa a questo piano è il fallimento dell'azienda con conseguente vendita dei suoi beni per ripagare il debito accumulato. Un'ipotesi in un certo senso allettante per i creditori, visto che sarebbero i primi ad essere pagati ma allo stesso tempo rischiosa perché, secondo gli esperti, difficilmente si supererebbe la cifra di 2 miliardi ad un'asta e loro otterrebbero così molto meno di quello che hanno investito. Inoltre, dovendo vendere i beni, tra cui i diritti di produzione e distribuzione e la libreria di più di 4000 titoli che frutta circa 500 milioni di dollari all'anno, lo studio si troverebbe poi in ginocchio.
A questo punto risulta chiaro che si prevedono guai per le produzioni in procinto di iniziare, quanto meno la necessità di trovare altri finanziatori, cercando di non essere rimandati all'infinito; è il caso de
Lo Hobbit di Peter Jackson e Guillermo Del Toro.
La sorte della MGM dipende dalla decisione dei suoi finanziatori: preferiranno far fallire l'azienda ed ottenere poco ma subito o continuare a sostenerla per guadagnare di più, però chissà quando?
Ottobre 2009
Nuovi progetti per Diablo Cody
Adatterà la serie di romanzi Sweet Valley High per il grande schermo
Che Diablo Cody abbia del talento come sceneggiatrice è ormai abbastanza chiaro; nonostante il successo non strepitoso di
Jennifer's Body, la sua opera di debutto (
Juno) e la recente serie tv andata in onda negli States (
United States of Tara), sono più che sufficienti a convincerci.
Anche gli studios sembrano pensarla allo stesso modo, visto che a Diablo non mancano mai nuovi impegni e progetti.
Partiamo dalle notizie più certe: è stato da poco annunciato che la Universal si è aggiudicata i diritti della serie di 152 romanzi
Sweet Valley High, battendo le offerte di altre case produttrici come la Fox 2000.
Il motivo di tanto interesse era proprio il coinvolgimento nel progetto di Diablo Cody che si occuperà di adattare i romanzi per il grande schermo oltre a figurare tra i produttori del film.
Direttamente dal suo account su Twitter arrivano alcune anticipazioni al riguardo, riportate da Slashfilm: il film sarà ambientato negli anni '80, come i romanzi originali ma non avrà niente a che fare con la serie televisiva prodotta sempre a partire dai libri negli anni '90, della quale Cody era una spettatrice.
Sweet Valley High, pubblicato dal 1983 fino al 2003 è una serie di romanzi per ragazzi, suddivisa in differenti fasce d'età, incentrata sulla storia di due gemelle adolescenti, Jessica ed Elizabeth, di aspetto identico ma carattere opposto.
Negli USA ha venduto più di 60 milioni di copie, mentre in Italia non è mai stata pubblicata.
Nel frattempo, Diablo Cody è impegnata anche come produttrice nelle fasi iniziali dell'adattamento di
Breathers: A Zombie’s Lament, basato sul romanzo di S. G. Browne e che verrà distribuito dalla Fox Searchlight Pictures.
Passando dalle notizie alle voci, è recentissimo l'annuncio di un incontro tra Hugh Hefner e la sceneggiatrice Diablo Cody per parlare di una sua partecipazione al film su Playboy che finora vede per certo il coinvolgimento del produttore Brian Grazer.
Al cinguettìo su Twitter per opera dello stesso Hefner, fondatore della rivista Playboy, non sono per ora seguiti ulteriori dettagli.
Settembre 2009
James McAvoy e Robin Wright Penn nel nuovo film diretto da Robert Redford
The conspirator: primi ciak ad Ottobre
Dopo le voci circolate quest'estate, ad appena un mese dall'inizio delle riprese è stato annunciato ufficialmente: James McAvoy e Robin Wright Penn si sono aggiunti al cast di
The Conspirator, il nuovo film diretto da Robert Redford.
Basata su fatti realmente accaduti, la pellicola è ambientata a Washington, negli anni successivi alla guerra civile americana. In particolare ci si concentrerà sugli eventi avvenuti dopo l'assassinio del Presidente Abramo Lincoln, ucciso nel 1865 da un attore di teatro, John Wilkes Booth che aveva pianificato l'attentato assieme ad un gruppo di cospiratori.
Dopo l'assassinio del Presidente, John Booth venne ucciso mentre gli altri suoi complici vennero catturati e processati: ad alcuni di loro toccò la condanna a morte. Tra questi vi fu anche Mary Surratt, la prima donna ad essere giustiziata per ordine del governo degli Stati Uniti.
Nei panni della Surratt, una cittadina che si proclamava innocente, vedremo l'attrice Robin Wright Penn.
La donna gestiva una pensione nella città di Washington; è lì che conobbe John Booth e, secondo le testimonianze che la fecero condannare, cospirò assieme a lui aiutandolo a nascondere le armi che servirono nell'attentato.
Mary Surratt, la quale durante gli anni della guerra civile gestiva una taverna fuori Washington che servì come base per i Confederati (rappresentanti degli Stati Secessionisti che alla fine ebbero la peggio nel conflitto), sostenne invece di aver semplicemente affittato una camera a Booth.
James McAvoy non interpreterà la parte dell'assassino bensì quella di un giovane eroe di guerra incaricato di difendere la Surratt e che proprio durante il corso del processo finirà per convincersi della sua innocenza.
La sceneggiatura del film è stata scritta da James Solomon e secondo il blog Slashfilm.com potrebbe almeno in parte derivare dal libro di Kate Clifford Lawson dal titolo
The Assassin’s Accomplice: Mary Surratt and the Plot to Kill Abraham Lincoln.
Di certo molta attenzione è stata dedicata all'accuratezza storica, chiedendo aiuto anche ad alcuni esperti sul tema, visto che il film è il primo finanziato dall'American Film Co., creata da Joe Ricketts appositamente per produrre pellicole su episodi di storia americana ricostruiti in maniera fedele.
Redford, al suo ottavo film come regista, sarà anche uno dei produttori del film.
Le riprese di
The Conspirator dovrebbero iniziare alla metà di Ottobre nella città di Savannah, in Georgia, battendo sul tempo gli altri due progetti legati alla figura di Abramo Lincoln, per il momento ancora in fasi meno avanzate di produzione.
Uno è quello di Spielberg, incentrato sulla vita del Presidente e l'altro è il film prodotto da HBO e Walden Media basato sul libro di James Swanson’s intitolato
Manhunt: The 12 Day Chase for Lincoln’s Killer.
Settembre 2009
La Casa del Cinema di Roma compie cinque anni
Presentato il programma fino a Gennaio 2011
Sono passati cinque anni dal 18 Settembre 2004 e dal giorno della sua inaugurazione la Casa del Cinema ha ospitato moltissimi personaggi del cinema italiano e straniero.
Li ripercorre almeno in parte una carrellata di volti e nomi proiettata per il pubblico intervenuto a celebrare questo speciale compleanno, un'occasione per ricordare come è nata l'idea di questo luogo ma anche per parlare del suo futuro.
La Casa del Cinema, di proprietà del Comune di Roma e gestita dall'Azienda Speciale Palaexpo, nacque dall'iniziativa di Felice Laudadio, suo attuale direttore artistico, grazie a soldi pubblici e privati. Diverse aziende diedero infatti il loro contributo per attrezzare di arredi e apparecchiature l'edificio restaurato a partire dal 2001 dal Comune di Roma: la Casina delle Rose di Villa Borghese che versava in stato di degrado da ormai molti anni.
Da allora le molte iniziative, tutte ad ingresso gratuito, hanno riscosso un successo che ha toccato nel solo anno 2008 la quota di ben 70.000 spettatori intervenuti.
Nelle parole del direttore artistico è evidente la soddisfazione per l'attività svolta in questi anni, in completa indipendenza rispetto al potere politico grazie alla decisione delle amministrazioni comunali della città di non interferire nella gestione di programmi ed attività.
Parlando poi di futuro, un ricco programma è stato presentato per i mesi a venire, a cominciare dagli appuntamenti più prossimi: da Venerdì 25 a Lunedì 28 Settembre è previsto il Festival Internazionale dell'Ambiente di Roma che presenta otto lungometraggi raggruppati nei quattro classici temi di acqua, terra, aria e fuoco.
Tra i titoli proiettati:
La volpe e la bambina di Luc Jacquet,
Il popolo migratore di Jacques Perrin e
La terra degli uomini rossi. Birdwatchers di Marco Bechis.
Annunciata in sala dal direttore artistico è invece l'anteprima, prevista per Martedì 29 Settembre, della serie tv
Flash Forward prodotta da Disney e Fox Channel e che andrà in onda dal 5 Ottobre. L'iniziativa annuncia l'intenzione di rivolgere d'ora in avanti maggiore attenzione alle fiction di qualità, sempre più spesso realizzate da autori e attori di cinema, primo fra tutti Steven Spielberg.
Da Ottobre a Dicembre,
Percorsi di Cinema 2009, in collaborazione con ANAC: nove incontri in cui registi come Verdone, Amelio e Avati analizzeranno una delle loro opere aiutando il pubblico a capire come sono state realizzate.
Nello stesso periodo sono previsti anche alcuni omaggi dedicati a personalità come Fernanda Pivano, Cesare Zavattini e Alberto Moravia, oltre alla proiezione del documentario Giuseppe De Santis di Carlo Lizzani.
Il mese di Febbraio 2010 vedrà invece il tributo a Francesco Rosi e Elio Petri nell'ambito del cinema socio/politico italiano e a Valerio De Paolis, produttore e distributore attraverso la BIM.
Tra Gennaio ed Aprile si prosegue con una lunga lista di sceneggiati televisivi prodotti dalla Rai a partire dalle opere di grandi autori della letteratura francese tra cui
I miserabili dall'opera di Victor Hugo,
Il conte di Montecristo da Alessandro Dumas e
L'avaro da Molière.
Giugno 2010 vedrà invece un'interessante rassegna di opere prime di 20 registi stranieri che oggi consideriamo dei maestri. Tra i tanti titoli troviamo
Il monello di Charlie Chaplin,
Quarto potere di Orson Welles,
I 400 colpi di François Truffaut e
Il coltello nell'acqua di Roman Polanski.
Per l'estate particolare attenzione verrà dedicata alla musica, con una rassegna di opere liriche registrate e trasmesse in tv dagli anni '70 ad oggi e un tributo ad Armando Trovajoli con la proiezione di 25 film di cui il maestro ha curato le colonne sonore.
Dal fitto programma che andrà arricchendosi ulteriormente nei prossimi mesi, segnaliamo infine l'omaggio a Giuseppe e Bernardo Bertolucci previsto per Settembre 2010.
Ancora a proposito di futuro, della Casa del Cinema ma non solo, da registrare anche le parole dell'assessore alla Cultura Umberto Croppi, intervenuto a festeggiare questo compleanno in rappresentanza dell'amministrazione comunale.
Senza scendere nei dettagli, l'assessore ci fa capire chiaramente che sono allo studio alcune modifiche nel panorama culturale della città e che si sta lavorando in favore di una razionalizzazione delle iniziative per limitare le sovrapposizioni e valorizzare così il ventaglio delle proposte senza disperdere le risorse.
Settembre 2009
Un servizio di film a noleggio forse presto su YouTube
Trattative in corso con Sony, Warner e Lionsgate
Di dettagli ne abbiamo molto pochi ma la notizia sembra confermata: è in corso una trattativa tra YouTube e alcuni grandi studios di Hollywood per avviare un servizio di noleggio di film dal sito, disponibili in contemporanea con la loro uscita in DVD.
Diffuso dal sito del Wall Street Journal, questo annuncio lascia aperti molti interrogativi: le discussioni che per ora coinvolgono Sony Pictures, Warner Bros. e Lionsgate devono ancora definire molti punti dell'accordo.
Non è chiaro se si tratterà di vedere i film in streaming o scaricarli e se sarà possibile vederli anche sulla tv (magari in alta definizione) oltre che sullo schermo del proprio pc.
Riguardo alla modalità del noleggio poi, se YouTube era partito con l'idea di un modello gratuito, basato sulle inserzioni pubblicitarie, gli studios sembrano più propensi per l'applicazione di una tariffa in linea con il resto del mercato di 3,99$ a film, di cui alle case produttrici di contenuti spetterebbe il 70%.
In questo progetto la concorrenza con gli altri siti di noleggio online è un tema da non sottovalutare: negli USA esistono infatti diversi portali che offrono questo servizio, a tariffa (Amazon.com, Apple.com), con un abbonamento (Netflix.com) o addirittura gratis (Hulu.com). Per il resto del mondo questi siti restano invece dei miraggi dove, non appena si cerca di mettere gli occhi su qualcosa, a togliere ogni speranza compare un avviso di questo genere: “Sorry, currently our video library can only be streamed from within the United States”.
Un modello, quello della fruizione online in controtendenza rispetto all'attuale moda di 3D, Blu-Ray e HD, dello spingere su una forma di intrattenimento ritenuta più ricca in virtù di una maggiore qualità visiva. In questo caso ciò che si promuove è invece la totale accessibilità del prodotto filmico, disponibile dove e quando vogliamo, anche se sui modesti schermi dei pc di casa.
Se il nuovo servizio offerto da YouTube dovesse essere disponibile a livello globale, questione sulla quale non abbiamo al momento informazioni, il sito avrebbe in mano una carta vincente, capace forse di spingere anche gli altri gestori verso un allargamento dei confini del noleggio digitale.
Il sito è infatti uno tra i più popolari in tutto il mondo, punto di riferimento nella condivisione di video amatoriali e in un passato non troppo lontano anche nemico delle grandi case di produzione cinematografiche e televisive, a causa della pubblicazione di materiali coperti da copyright.
Da nemico ad alleato YouTube, che ha ancora in corso una causa legale con Viacom proprio per violazione di diritti d'autore, ha man mano cercato di ridefinire la sua immagine, attuando un controllo maggiore sui contenuti caricati dagli utenti.
Già da tempo poi il sito ha cominciato ad ospitare contenuti legittimamente resi disponibili da vari network, come clip di programmi tv oppure interi film, anche se piuttosto datati, per cercare di attrarre introiti pubblicitari che nel recente passato sono diventati sempre più scarsi.
La chiusura dell'accordo con le major, finalizzato in questo contesto a rendere il popolarissimo sito finalmente anche una fonte di reddito per i suoi proprietari, richiederebbe secondo molti un'ulteriore messa a punto della sua immagine, forse con la necessità di affiancare un secondo pay off allo storico “Broadcast yourself”.
Se gli accordi saranno stipulati e i test del servizio previsti per i prossimi mesi andranno in porto, il tutto potrebbe diventare realtà già dall'inizio del 2010 se non addirittura prima.
Settembre 2009
Up in the air, trailer online e primi commenti in anteprima
Dopo il Telluride, il film approda al Toronto Film Festival
È il terzo lungometraggio diretto dal regista di Juno, il canadese Jason Reitman e vede nel ruolo del protagonista niente meno che George Clooney.
Up in the air uscirà negli USA a dicembre e da noi solo il 15 gennaio ma le anticipazioni di questi giorni fanno salire l'attesa che diventa sempre più impaziente.
A suscitare interesse infatti non ci sono soltanto la prima clip e il teaser trailer pubblicati online, assieme a poster ed immagini, ma anche i commenti di chi ha già avuto l'occasione di vedere il film, proiettato in anteprima al Telluride Film Festival, rassegna appena conclusasi tra le montagne del Colorado.
Il film sbarcherà al Toronto International Film Festival questo fine settimana per la presentazione ufficiale, dopo che i primi entusiastici commenti hanno già acceso i riflettori sulla pellicola.
Le opinioni di chi ha già potuto vedere
Up in the air sono molto positive e concordi su alcuni punti tra cui il fatto che, anche se viene presentato come una commedia romantica, nel film ci sia molto più di questo.
L'hanno definito come capace di far riflettere, azzardando che potrebbe essere il migliore lungometraggio del regista, già autore di
Thank you for smoking e
Juno.
Jason Reitman ha lavorato per ben sei anni a questo progetto, adattando l'omonimo romanzo di Walter Kim a cui ha aggiunto diversi elementi, attingendo dalla sua personale esperienza di vita.
La storia è quella di Ryan Bingham, un uomo che si occupa di licenziamenti, continuamente in viaggio per dare brutte notizie agli impiegati di varie aziende. Ryan viaggia leggero in tutti i sensi: la sua filosofia di vita prevede infatti una totale libertà dai legami e da tutto ciò che rischierebbe di ancorarlo a un luogo fisso.
Il suo obbiettivo è accumulare punteggio sulla sua tessera frequent flyer fino a raggiungere la quota di dieci milioni di miglia e ottenere lo status con i maggiori privilegi, la tessera platino.
L'arrivo del personaggio interpretato da Anna Kendrick, particolarmente apprezzata nel film dai primi commenti online, rischia di fargli scoprire che anche il suo ruolo non è più necessario perché il suo lavoro può essere svolto senza viaggiare, attraverso la teleconferenza. Ryan sarà costretto allora a riflettere e rivedere la filosofia di vita apparentemente perfetta che aveva elaborato.
Settembre 2009
Dal web consigli su come usare Twitter per migliorare i propri affari
Alcuni studios di Hollywood li stanno già mettendo in pratica
Dell’uso di Twitter come strumento di marketing, in particolare da parte di addetti ai lavori del mondo del cinema,
avevamo già parlato qualche mese fa, quando sul sito di microblogging cominciavano a spuntare in anteprima materiali promozionali di vari film.
Oggi, il fenomeno sembra cresciuto: sul sito sono sempre di più i profili di aziende, appartenenti ai settori più disparati, dalle auto alle compagnie aeree passando per l’industria alimentare, senza dimenticare il settore dell’intrattenimento.
In gran parte queste imprese fanno più che pubblicare qualche foto o farsi semplicemente pubblicità: cercano di dare un volto umano al loro marchio, gestendo i profili in maniera da instaurare una vera conversazione con gli utenti che li seguono.
È lo stesso Twitter ad indirizzare verso questo utilizzo,
pubblicando una guida rivolta proprio all’uso da parte del mondo del business: si parte dalle istruzioni per i primi passi di chi è un nuovo utente per poi sottolineare le potenzialità che questo strumento offre alle aziende.
L’incentivo è a vederlo non solo come un mezzo per trasmettere informazioni ma come una possibilità di costruire relazioni.
Twitter permette infatti di avere un immediato feedback da parte dei clienti, cioè un ritorno di informazioni che consente di conoscere le loro opinioni sui prodotti, cosa funziona e cosa no, oltre ad avere suggerimenti su quello che può essere migliorato.
Altro consiglio, che si aggiunge alla prospettiva di offrire promozioni o indire concorsi mettendo in palio gadget vari, è quello di non focalizzarsi esclusivamente sull’aspetto promozionale ma includere nel proprio profilo anche altro, trattando di tutto ciò che può essere interessante per chi lo segue.
Molti suggerimenti per il business su Twitter si possono trovare anche
in giro per il web: esprimere i valori della propria azienda, gli obbiettivi raggiunti e quelli futuri, parlare dal punto di vista degli impiegati ma soprattutto gestire bene il profilo, rispondendo spesso e nel modo giusto, mostrando agli utenti che le loro opinioni sono importanti e i loro suggerimenti vengono presi sul serio.
Anche il mondo del cinema, al pari degli altri settori, si è avviato su questa strada: oltre a molti attori, registi e produttori anche ben
20 studios hanno un account su Twitter e alcuni di loro si impegnano particolarmente a gestire il loro profilo seguendo i consigli appena citati, usando uno stile colloquiale che rende evidente la presenza umana dietro ai tweet.
Tra i profili più attenti a questo aspetto di interazione e conversazione troviamo soprattutto quello della Disney/Pixar, Miramax e Magnolia.
In definitiva, il consiglio migliore ci sembra questo (dal sito
change.org):
“
Twitter is what you make of it. You get out of Twitter what you put into it. This is the same of all Web 2.0 social networking sites.”
Non basta cioè registrarsi ed avere un profilo affinché i propri affari migliorino; è necessario anche saperlo gestire.
Vai all'articolo pubblicato sul sito
Agosto 2009
Online il trailer di Youth in Revolt
Micheal Cera nei panni di un adolescente precoce
È da poco online il trailer di
Youth in Revolt, commedia che vede protagonista l’attore Michael Cera.
Diretto dal filmmaker portoricano Miguel Arteta, il film è l’adattamento di un romanzo epistolare di C.D. Payne, in cui l’adolescente Nick Twisp racconta le vicende della sua vita in prima persona.
Durante una vacanza in un campeggio per roulotte nel Nord della California conosce Sheeni, la ragazza dei suoi sogni, interpretata da Portia Doubleday.
Un po’ come di tutti i teenager, Nick è ossessionato dal sesso e dalle ragazze e dal momento in cui conosce Sheeni tutta la sua vita ruota attorno al tentativo di conquistare questa ragazza.
Arriverà al punto di moltiplicare la sua personalità, facendo emergere come suo alter ego proprio il personaggio con i baffi che si vede nel trailer, tutto per poter conquistare l’amata.
Il grande successo ottenuto dal romanzo si è basato proprio sull’identificazione del pubblico con questo adolescente precoce, superando l’iniziale ostilità del sistema editoriale che aveva più volte rifiutato la pubblicazione di
Youth in Revolt.
Solo la tenacia dell’autore, che ha deciso di stampare a sue spese le prime 3000 copie del libro, ha permesso di ottenere i consensi che hanno portato il romanzo ad avere successo ed essere anche tradotto in varie lingue.
La grande fortuna di questo libro, pubblicato nel 1993 è testimoniata dalle sue numerose declinazioni in vari media: una rappresentazione teatrale nel 1994, un episodio pilota girato nel 1996 per una serie tv mai realizzata da Fox e MTV, una produzione a puntate per la radio tedesca nel 2000, fino ad arrivare oggi alla trasposizione per il grande schermo.
Youth in Revolt verrà presentato in anteprima il prossimo mese al Toronto International Film Festival per poi uscire nelle sale americane il 30 Ottobre.
Vai all'articolo pubblicato sul sito
Agosto 2009
Il 21 agosto sarà l’Avatar Day, anche in Italia
Per il pubblico 15 minuti in anteprima del nuovo film di James Cameron
Non c’è dubbio: per il lancio promozionale di
Avatar James Cameron e la 20th Century Fox stanno facendo del loro meglio.
L’attesa è stata molto lunga: questo progetto è nato nella mente del regista ben 14 anni fa e la sua realizzazione ha richiesto più di 4 anni durante i quali se ne è parlato molto, stimolati anche dal riserbo delle fonti ufficiali.
Ora è venuto il momento di scoprire le carte e per promuovere l’uscita del film, prevista per il 18 dicembre, la strategia prevede di dare al mondo un consistente assaggio che faccia aumentare ulteriormente l’attesa.
Cameron ha iniziato con una serie di incontri per pubblico e addetti ai lavori, prima al Cinema Expo di Amsterdam, poi a Hollywood e infine al Comic-Con di San Diego.
Questi pochi fortunati hanno potuto assistere alla proiezione in anteprima di una ventina di minuti di
Avatar, in maggioranza scene già completate della prima parte della storia ma anche qualche assaggio delle scene di combattimento finali del film, ancora con un aspetto non definitivo.
E mentre le anteprime accolte con grandissimo entusiasmo coinvolgono anche la stampa italiana, la notizia più interessante riguarda il pubblico: il 21 agosto in tutto il mondo verranno proiettati gratuitamente 15 minuti del film nelle sale 3D e IMAX 3D.
In quello che è stato battezzato come
Avatar Day, uscirà contemporaneamente anche il trailer ufficiale del film, online e in tutti i formati, comprese le tradizionali due dimensioni. Non sono stati ancora comunicati i dettagli ma si sa già che l’
Avatar Day coinvolgerà anche l’Italia.
La strategia di Cameron e della Fox è dunque duplice: da un lato gli incontri con gli addetti ai lavori, nella speranza di contagiarli con la febbre del 3D e poter ottenere in futuro qualche sala stereoscopica in più in giro per il mondo, dall’altra il richiamo al pubblico, soprattutto per convincere chi non ha ancora mai provato questo tipo di esperienza cinematografica.
Tutto fa pensare che il successo sarà grande e così anche gli incassi, nonostante gli schermi predisposti al 3D non siano poi così tanti (2.500 su circa 39.000 in tutti gli USA), premiando la speranza di ripagare un film costato più di 200 milioni di dollari.
Dopo tanto lavoro James Cameron è tranquillo e sembra non avere dubbi: è convinto che
Avatar sarà fantastico in ogni genere di formato, non soltanto in 3D.
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Agosto 2009
Nel 2010 oltre al film, anche il videogioco di Scott Pilgrim
Aggiornamenti e curiosità sul film di Edgar Wright
E’ stato annunciato di recente: la graphic novel di Bryan Lee O’Malley in aggiunta all’adattamento cinematografico, attualmente in produzione, verrà trasformata anche in un videogame, realizzato dallo studio Ubisoft di Montreal.
Il videogioco pur basandosi sulla struttura del film, avrà lo stesso stile ispirato ai manga del fumetto originale, come dichiarato da O’Malley al recente Comic-Con.
L’autore ha sottolineato la forte influenza che i videogames hanno avuto sulla costruzione dei personaggi dei suoi fumetti; le sue tavole contengono infatti riferimenti, soprattutto a giochi classici che tradiscono una passione da videogiocatore.
L’intenzione è di far uscire il videogame in coincidenza con il film, forse la prossima estate, periodo in cui potrebbe essere pubblicato anche il sesto e ultimo volume della serie a fumetti. Non ci sono però per ora date certe: il videogioco è appena agli inizi del suo sviluppo e la sceneggiatura del fumetto è stata quasi terminata dall’autore che dedicherà i prossimi sei mesi a realizzarne i disegni.
Per quanto riguarda il film le riprese, iniziate a marzo, dovrebbero concludersi a breve ma ci vorranno ancora parecchi mesi per ultimare gli effetti speciali e la post-produzione, almeno fino ad aprile del prossimo anno secondo O’Malley.
L’intero processo è stato commentato sul web attraverso il
videoblog curato dal regista, il quale ha anche provveduto a pubblicare
immagini dal set con grande frequenza, svelando man mano gli interpreti e il loro look. Tutto ciò ha permesso ai fans di curiosare sui vari set del film anche se rigorosamente al di fuori di ciò che avveniva dopo ogni ciak.
Oltre alle tante immagini di backstage, è stato pubblicato anche il primo
poster ufficiale per il film, tutto centrato sulla sua matrice fumettistica. Un’ultima notizia, recentemente circolata, riguarda la colonna sonora, affidata alla produzione di Nigel Godrich, un elemento fondamentale del film visto che la storia di Scott Pilgrim coinvolge almeno quattro o cinque band musicali, a partire da quella del protagonista.
Proprio Godrich, collaboratore di lunga data dei Radiohead, ha fatto sapere di aver contattato dei musicisti affinché scrivessero le canzoni per le band inventate dalla storia e per ora sono stati coinvolti nel progetto Metric, Broken Social Scene e Beck, già all’opera con brani originali per il film.
Insomma, dal fumetto al film al videogioco ma anche alla musica: Scott Pilgrim è, ancora più del solito, un esempio di concept che attraversa vari media.
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Agosto 2009
FUTURISMO 1909 – 2009
Dagli archivi di Cinecittà Luce, quattro documenti storici in DVD
Sono passati cento anni dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo e l'Italia ha colto l'occasione per organizzare una serie di esposizioni ed eventi che raccontano questo movimento d'Avanguardia di inizio '900.
In questa cornice si inserisce anche l'iniziativa di Cinecittà Luce che ha deciso di pubblicare in DVD alcuni materiali estratti dal suo archivio.
Si tratta di tre documentari sul Futurismo, realizzati tra gli anni '70 e '90, più un breve film del 1933 di Corrado d'Errico, una sperimentazione cinematografica futurista.
Il primo documentario è il più lungo e corposo: in 52 minuti il regista indipendente Vittorio Armentano cerca di darci un quadro generale del movimento futurista, in tutti i suoi aspetti.
Partendo dalla fondazione letteraria e soffermandosi a lungo sulla pittura, vengono toccati poi anche tutti gli altri ambiti culturali del movimento, dalla scultura al teatro passando per le parole in libertà. Viene affrontato anche il delicato tema del rapporto del Futurismo con la politica, fino ad esplorare le ricadute a livello di influenze internazionali di questa corrente innovatrice.
Per quanto ampio e ricco di informazioni, questo primo brano documentario non può essere considerato un prodotto prettamente divulgativo: la specificità del linguaggio unita alla disinvoltura con cui si passa dalle opere di un artista all'altro, indicano che ci si sta rivolgendo ad un pubblico già istruito in proposito.
Un pubblico che attraverso questo documentario ha l'occasione di vedere alcune opere meno conosciute dei pittori futuristi delle quali il regista ci porta a scoprire i più minimi dettagli.
Il secondo documento della regista Gisella Pagano è un breve racconto delle fasi attraversate dall'opera di Carlo Carrà, dal Futurismo alla Metafisica fino alla definizione di un linguaggio pittorico autonomo, narrato dal figlio Massimo.
Molto breve è anche il terzo documento che racconta l'evoluzione artistica dell'unico esponente dell'architettura futurista, Antonio Sant'Elia, mostrandoci più di quello che in genere si vede di lui nei libri di storia dell'arte.
Attraverso schizzi e progetti, vediamo l'evoluzione da una prima fase in cui Sant'Elia subisce l'influenza dell'architettura della Secessione viennese, fino a quando i suoi bozzetti abbracciano la moderna estetica futurista.
In ultimo il DVD ci presenta
Ritmi di stazione, di Corrado d'Errico, testimonianza dell'influenza delle idee futuriste su artisti della generazione successiva che hanno cercato di rappresentare il dinamismo della vita moderna attraverso lo strumento del cinema, a cui gli stessi futuristi avevano dedicato uno dei loro manifesti.
In questo caso è la stazione ad essere presa come luogo emblematico del ritmo e delle macchine che dominano la vita moderna.
La riproposizione di questi materiali d'archivio si presenta con una buona qualità video, grazie all'opera di restauro e digitalizzazione in alta definizione, anche se è l'audio a presentare di quando in quando alcuni piccoli salti.
Il DVD
FUTURISMO 1909 – 2009 sarà distribuito in tutte le librerie italiane, con la possibilità di una successiva uscita in edicola.
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Luglio 2009
Harrison Ford forse nel quinto capitolo di Indiana Jones
A 67 anni l'attore più pagato di Hollywood sarà di nuovo Indy?
Che la coppia Steven Spielberg/George Lucas avesse in mente un quinto capitolo della saga di Indiana Jones, si era capito già un po'.
Le prime anticipazioni venivano da alcune dichiarazioni di Shia LaBeouf, a metà giugno e solo pochi giorni dopo il produttore di
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, Frank Marshall,aveva confermatoche il progetto stava per iniziare la sua fase di sviluppo.
Quello che finora non era stato esplicitamente chiarito era se lo storico attore protagonista della saga, Harrison Ford, avrebbe continuato o meno a vestire i panni dell'avventuroso archeologo.
Secondo alcune indiscrezioni circolate al momento della firma del contratto diLaBeouf, ben due anni fa, il giovane attore avrebbe interpretato il personaggio di Mutt Williams non in uno ma in una serie di sequel di Indiana Jones.
L'idea, come dichiarato da Lucas a Fox News, era di passare il testimone da Ford a , ricreando tra i due un rapporto simile a quello tra l'allora giovane Indy e il maturo Sean Connery, nel terzo episodio della saga.
Non sappiamo se questo accadrà nel prossimo film, ma intanto è di questi giorni la notizia, proveniente da fonti non ufficiali (
The Insider) che Harrison Ford, nonostante i 67 anni quasi compiuti, vestirà ancora una volta i panni di Indiana Jones.
Il quinto film sulle avventure di Indy dovrebbe essere girato l'anno prossimo per uscire nel 2011.
In attesa di conferme o smentite da fonti ufficiali, possiamo solo chiederci se l'attore che ha
recentemente dichiarato di recitare per guadagnare quattrini, accetterà o rifiuterà la parte.
L'offerta potrebbe essere molto allettante per lui, visto che il precedente capitolo della saga gli ha fruttato ben 65 milioni di dollari, mettendolo in cima alla classifica degli attori più pagati di Hollywood nell'ultimo anno, stilata da
Forbes.
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Luglio 2009
The Pirate Bay venduto per 5 milioni e mezzo di euro; ora diventerà legale
Si ipotizza un nuovo modello di business per la condivisione di contenuti online
La Baia dei Pirati non sarà più una terra di frontiera a completa disposizione degli utenti del web.
Il più grande bit torrent tracker, significativamente battezzato The Pirate Bay, è stato acquistato dalla Global Gaming Factory per la cifra di 5 milioni e mezzo di euro, con l'intento di rivoluzionarne la filosofia di base.
Quello che dal 2003 ad oggi è stato un ponte per il peer-to-peer tra utenti liberi di scambiare ogni genere di informazione, anche quelle tutelate da copyright e che ha operato quindi ai limiti della legge, diventerà del tutto legale.
The Pirate Bay è un tracker, cioè un server che coordina il contatto tra utenti, dal quale essi scaricano soltanto le informazioni sui file che poi verranno condivisi; dichiara quindi di non occuparsi e non ritenersi responsabile del contenuto di ciò che viene scambiato, né del suo essere o meno coperto da diritti d'autore.
Ciononostante, la giustizia svedese solo pochi mesi fa ha condannato le menti che stanno dietro a The Pirate Bay, tre fondatori e un investitore, proprio per violazione dei diritti d'autore. La condanna consiste in un anno di prigione più una multa di 2,7 milioni di euro da pagare alle grandi case cinematografiche e discografiche che hanno fatto causa al sito, tra cui Warner Bros., Fox, Sony e EMI.
Il gruppo sembra determinato a lottare e dopo un primo tentativo fallito di far invalidare la sentenza, ricorreranno in appello.
Dichiarano di voler usare i soldi che guadagneranno dalla vendita del sito per altri progetti in difesa della libertà di informazione e affinché Internet rimanga uno spazio aperto, senza accettare di pagare nessuna multa.
Nel frattempo il loro sito, baluardo del libero scambio online, è passato nelle mani di un'azienda di software proprietaria di una rete di Internet cafè nel mondo che ha intenzione di accordarsi proprio con le major per rendere il sito un porto sicuro. Per essere del tutto legali è necessario pagare i diritti a chi possiede i contenuti, ma per convincere i 20 milioni di utenti di The Pirate Bay ad adattarsi alla nuova filosofia, serve una strategia. Secondo quanto riportato dal
Los Angeles Times, il direttore generale della Global Gaming Factory, Hans Pandeya, ne ha già pronta una.
L'idea è di usare i computer degli utenti del sito come una rete, la cui banda possa essere affittata a dei provider di Internet, come AT&T e Comcast. In cambio gli utenti riceveranno del denaro depositato in un account con cui poter comprare i contenuti che scaricano. Insomma, un baratto in piena regola: facendo pagare gli utenti in larghezza di banda, i soldi destinati alle major sarebbero in realtà i provider a tirarli fuori.
Questo è il piano nella teoria: una volta completata l'acquisizione del sito ad agosto, bisognerà vedere se e come le major saranno disponibili ad accordarsi e, soprattutto, se milioni di utenti saranno fedeli alla loro baia non più pirata o se decideranno di solcare altre acque del mare di Internet.
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Luglio 2009
La Fox vuole Javier Bardem nel cast di Wall Street 2
Nuovi dettagli sulla trama del prossimo film di Oliver Stone
Accanto a Michael Douglas e Shia LaBeouf, la Fox vorrebbe ingaggiare Javier Bardem nel cast di
Wall Street 2.
La notizia è stata recentemente annunciata da
Deadline Hollywood che ha anticipato nuovi dettagli sul film, alcuni dei quali confermati dalla casa di produzione.
In particolare riguardo a Bardem la Fox ha precisato che non è ancora stato siglato nessun accordo, anche se l'attore è in effetti il loro primo candidato per la parte del cattivo della storia.
Il film è il sequel della pellicola del 1987 diretta da Oliver Stone in cui si raccontava il mondo di Wall Street degli anni '80, con al centro la figura di Gordon Gekko, squalo senza cuore della finanza. Michael Douglas torna ad interpretare quel ruolo anche se il suo personaggio non è più così cinico e spietato.
Sono passati circa vent'anni e Gordon Gekko è appena uscito di priogione dopo aver scontato una lunga pena per utilizzo illegale di informazioni riservate. Non ha più lo stesso potere di un tempo, si trova ai margini del mondo finanziario che una volta dominava; avverte il crollo imminente del sistema ma anche se lo annuncia ai suoi ex colleghi, nessuno vuole ascoltarlo. Preoccupato soltanto di riallacciare il rapporto con la figlia, stringe un patto col fidanzato di lei, affinché lo aiuti a riavvicinarsi alla ragazza.
In cambio Gordon Gekko aiuterà il personaggio interpretato da LaBeouf a vendicarsi del manager malvagio che sospetta essere responsabile del suicidio del suo mentore.
Tutta la storia è ambientata in un recentissimo passato, nel periodo che va da Giugno 2008 fino al crollo che ha investito il mercato mondiale.
Infatti il progetto, originariamente annunciato come
Money Never Sleeps, era rimasto in attesa per un po', per essere ripreso con grande sollecitudine proprio all'indomani della crisi dello scorso anno. La riscrittura della precedente sceneggiatura è stata allora affidata a Allan Loeb, per inserire la vicenda nello scenario contemporaneo, consultando anche molti operatori di borsa affinchè il ritratto fosse il più fedele possibile.
Il progetto ha guadagnato ulteriormente quota con la decisione di Oliver Stone, precedentemente non interessato, a prendere in mano la regia del film.
Le riprese cominceranno a fine agosto e, secondo Deadline Hollywood, il film dovrebbe uscire nel Febbraio 2010.
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Giugno 2009
All'asta la Ennis House, progettata da Frank Lloyd Wright
Comparsa in numerosi film, è la casa diventata famosa con Blade Runner
Firmata dal celebre architetto Frank Lloyd Wright, è stata più volte usata come set sul grande e piccolo schermo e si trova ora in vendita all'asta per la cifra di 15 milioni di dollari.
Ennis House, dal nome della coppia che la commissionò, è una costruzione situata su una collina a Los Feliz, nei pressi di Hollywood a Los Angeles.
Costruita nel 1924 secondo uno stile ispirato alle rovine maya della città messicana di Uxmal, la casa ha subito negli anni un forte degrado, accentuato da un terremoto nel 1994 e da più recenti piogge torrenziali.
Dal 1980 questa casa, un edificio storico considerato un monumento oltre che un'opera d'arte architettonica, appartiene ad una fondazione che dopo una prima fase di ristrutturazione, non disponendo di maggiori risorse per prendersene cura, ha deciso di metterla all'asta.
La speranza è di trovare un acquirente amante dell'architettura che, oltre ai 15 milioni di dollari necessari per acquistarla, disponga anche di altri 6 o 7 milioni per rimetterla in sesto. Il progetto è che la casa torni ad essere abitata, visto che è questo l'uso per il quale fu progettata ben 85 anni fa, anche se una delle condizioni per l'acquisto sarà quella di riaprirla, per almeno alcuni giorni all'anno, alle visite del pubblico, ormai proibite dal 2007.
La casa negli scorsi decenni è infatti diventata meta dei turisti in visita a Los Angeles, proprio grazie alla sua comparsa sugli schermi cinematografici che risale già al 1959 con il film
House on Haunted Hill e più tardi con
The Day of the Locust, del 1975.
È però a partire dal 1982 che la Ennis House ha iniziato ad attirare i curiosi, dopo aver fatto la sua comparsa per una scena in esterni nel film di culto
Blade Runner.
Alcune parti degli interni sono poi apparse in molti altri film tra cui
Black Rain,
The Karate Kid, Part III,
The Thirteenth Floor e
Rush Hour, oltre ad essere state usate come set per video musicali, spot e servizi fotografici di moda.
L'industria del cinema, oltre ad usare la casa come sfondo per esterni o come set vero e proprio, ne ha anche ricreato in studio alcune parti, curando in particolare i suo tratto peculiare, cioè i dettagli dello stile ornamentale definito textile block.
La Ennis House è comparsa anche in prodotti per il piccolo schermo, in particolare nella serie televisiva
Buffy – L'ammazzavampiri e in una puntata di
South Park.
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Giugno 2009
Anne Hathaway forse di nuovo in coppia con Jake Gyllenhaal in Love and Other Drugs
L'attrice rinuncia al progetto con Tobey Maguire
Per Anne Hathaway questo è un momento di grande fermento: tra un annuncio di casting e l'altro, l'attrice sta cercando di far combaciare gli impegni per la prossima stagione cinematografica.
Solo dieci giorni fa avevamo saputo della sua partecipazione all'adattamento del romanzo
Tokyo Suckerpunch, di Isaac Adamson.
La Hathaway avrebbe dovuto comparire al fianco di Tobey Maguire, in questo caso anche produttore del progetto, nel ruolo dell'editor del personaggio protagonista, un autore di graphic novels. Notizie più recenti divulgate da
The Hollywood Reporter ci dicono invece che l'attrice ha rinunciato alla parte per l'inconciliabilità dei suoi impegni con quelli di Maguire, occupato il prossimo anno anche con
Spider-Man 4.
Lo stesso giornale online annuncia però un altro film in cui potremmo vedere Anne Hathaway: l'attrice è in fase di trattative per il ruolo di co-protagonista in
Love and Other Drugs, di Ed Zwick. Il film è stato tratto dal libro di Jamie Reidy
Hard Sell: The Evolution of a Viagra Salesman, la memoria dell'autore che racconta i nove anni in cui ha lavorato come rappresentante per alcune grandi aziende farmaceutiche degli USA.
La storia è ambientata alla fine degli anni '90, periodo d'oro per questo settore grazie anche all'uscita sul mercato del Viagra.
Nel film il protagonista, durante la sua attività di rappresentante, inizia a corteggiare una donna malata di Parkinson e proprio questo è il ruolo in cui potremmo vedere impegnata Anne Hathaway.
Quattro anni dopo
Brokeback Mountain l'attrice tornerebbe così a far coppia con Jake Gyllenhaal, anche lui in fase di trattative per il ruolo del protagonista maschile.
La Fox è in procinto di ottenere i diritti sul libro dalla Universal e spera di poter far partire le riprese in autunno.
Nel frattempo, Anne Hathaway ha confermato la sua partecipazione al progetto su Judy Garland, di cui avevamo già sentito parlare. Sarà inoltre sul set di
Get Smart 2 a Maggio 2010 e sugli schermi con
Alice in Wonderland, in uscita il prossimo Marzo negli USA.
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Giugno 2009
Nuovo progetto per Natalie Portman: sarà una principessa in Your Highness
Le riprese in estate a Belfast, per la regia di David Gordon Green
È stato annunciato di recente: Natalie Portman farà parte del cast di
Your Highness, una commedia in stile fantasy diretta da David Gordon Green.
Protagonisti sono due principi: il più grande dei due, interpretato da James Franco è amato da tutti mentre suo fratello minore è un personaggio pigro e arrogante, interessato soltanto ad ammazzare il tempo divertendosi. Quando la fidanzata del maggiore verrà rapita da un mago, i due saranno costretti a partire per salvare la ragazza e proteggere il loro regno, affrontando creature mitiche.
Il ruolo della Portman sarà quello di una principessa guerriera della quale il più giovane dei due principi, interpretato da Danny McBride, si innamora.
Proprio McBride, coautore della sceneggiatura assieme a Ben Best, ha recentemente rilasciato un'intervista a
Screencrave.com in cui, oltre a confermare la presenza di Natalie Portman nel film, anticipa anche qualche altra informazione. Intanto annuncia che per realizzare le immagini delle creature mitiche tipiche dell'ambientazione fantasy, si sta progettando di usare varie tecniche, dalla stop-motion alle immagini di grafica computerizzata.
Riguardo al casting, tuttora in corso per assegnare gli ultimi ruoli importanti rimasti, si cerca di mettere insieme un gruppo di attori del Regno Unito. L'idea non è tanto di fare un film-parodia quanto di inserire elementi comici dentro uno sfondo serio di film fantasy; per questo anche nella ricerca del resto del cast le scelte si stanno orientando verso attori di spessore, già visti in contesti fantasy molto più blasonati, sul genere ed esempio di Sir Ian McKellen. Le riprese del film, la cui uscita è prevista per il 2011, inizieranno nel mese di luglio a Belfast.
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Giugno 2009
I progetti della Dreamworks da qui al 2012
Cinque film ogni due anni, tra sequel e storie nuove di zecca
Si sono guadagnati l'onore di inaugurare i Festival più prestigiosi del settore cinematografico, ottenendo di essere considerati film alla pari di tutti gli altri.
Per i lungometraggi d'animazione il momento sembra davvero essere d'oro ed ecco che arriva l'annuncio, da parte di uno dei due colossi del settore, dei progetti da qui al 2012. La Dreamworks ha svelato la sua scaletta di produzione, annunciando di voler passare da due film all'anno, com'era precedentemente previsto, a ben cinque ogni due anni, affiancando cioè un progetto originale ad uno o due sequel ogni dodici mesi.
Il ricco programma prevede inoltre che tutti i film realizzati nel prossimo futuro saranno prodotti in 3D, una tecnologia in cui la Dreamworks ha investito moltissimo sotto la guida del suo all'amministratore delegato
Jeffrey Katzenberg.
L'annuncio della Dreamworks mette in evidenza la volontà di bilanciare lo sviluppo da un lato di storie di successo, attraverso sequel e spin-off e dall'altro di progetti nuovi di zecca.
Al primo di questi due gruppi appartengono il quarto capitolo di Shrek, intitolato
Shrek Forever After e previsto per Maggio 2010,
Kung Fu Panda 2 in uscita a Giugno 2011 e
Madagascar 3 che vedremo nel Maggio 2012.
Per Marzo 2012 è prevista inoltre l'uscita di
Puss in Boots, la storia del Gatto con gli Stivali prima dell'incontro con Shrek.
Ancora più curiosità stimolano però i nuovi progetti: il primo che vedremo, nel Marzo dell'anno prossimo sarà
How to Train Your Dragon, un'avventura ambientata tra i Vichinghi, nell'isola di Berk. Un ragazzo deve provare il suo valore alla famiglia e alla tribù per poter diventare un uomo ma, partito con l'intenzione di catturare un drago feroce, si troverà invece a fare amicizia con un drago ferito.
Il secondo progetto originale che vedremo nel prossimo anno, a Novembre, è
Oobermind in cui ci si prenderà gioco dei film di supereroi. Il super cattivo protagonista, infatti, una volta sconfitto il suo avversario si trova senza più motivazioni nella vita e decide di crearne un altro che si rivela però ancora più cattivo di lui.
Per il Novembre del 2011 è previsto invece
The Guardians, una storia in cui vengono rivisitati e riuniti una serie di personaggi molto conosciuti del mondo delle favole, tra cui Babbo Natale e la Fatina dei denti, per fare fronte comune contro uno spirito cattivo.
Il progetto da sviluppare l'anno successivo, per Novembre 2012, dev'essere invece ancora scelto tra tre opzioni. La prima è intitolata
The Croods: un uomo delle caverne è in cerca di una nuova casa con la sua famiglia ma il suo status e le sue certezze verranno messe in crisi dall'incontro con un altro cavernicolo, proiettato verso il futuro con invenzioni innovative. C'è poi
Truckers, la storia di un gruppo di piccole creature che vivono in un grande magazzino non visti dagli umani, la cui vita sarà messa in pericolo dall'imminente demolizione del supermercato stesso.
La terza ipotesi è un progetto ancora segreto, denominato
Super Secret Ghost Project di cui si sa solo che avrà a che fare con cosa i fantasmi pensano degli umani.
Chicca dei vari progetti, come sempre, i tantissimi doppiatori famosi per le versioni originali, tra cui America Ferrera, Eddie Murphy, Cameron Diaz, Antonio Banderas e Robert Downey Jr.
Se poi a qualcuno venissero dei dubbi sulla capacità del mercato cinematografico di assorbire questo ritmo di uscite, i vertici della Dreamworks sembrano del tutto convinti di avere in mano dei prodotti destinati alle famiglie ma anche ad un pubblico adulto, ormai pronto per l'animazione visto che può dire di essere cresciuto con questo genere di film.
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Giugno 2009
Anticipazioni online su The Brothers Bloom, di Rian Johnson
Secondo film dell'autore di Brick, con Adrien Brody, Mark Ruffalo e Rachel Weisz
Presentato per la prima volta al Festival di Toronto nel settembre 2008, sta per uscire in tutte le sale degli USA, dopo aver già registrato buoni risultati nelle scorse settimane con una distribuzione limitata solo ad alcune città statunitensi.
Non sappiamo ancora quando potremo vederlo in Italia ma le recensioni e i materiali che arrivano dal web sollecitano già curiosità e interesse.
The Brothers Bloom racconta la storia di due fratelli, interpretati da Mark Ruffalo e Adrien Brody.
Nei primi sette minuti del film,
pubblicati online, vediamo Stephen e Bloom da ragazzini; i due sono orfani e imparano presto a imbrogliare il prossimo per ottenere ciò che vogliono, organizzando complicati piani d'azione in cui il maggiore è la mente e suo fratello il braccio. Dopo una lunga serie di truffe Bloom, stanco dei continui inganni, decide di smettere, ma viene convinto dal fratello a mettere a segno un ultimo colpo, ai danni di un'ereditiera interpretata da Rachel Weisz; sarà qui che la vicenda dei due truffatori si tingerà di rosa.
The Brothers Bloom è il secondo film scritto e diretto da Rian Johnson, regista trentaseienne laureatosi in cinema all'Università della California del Sud.
La critica attendeva questo film con buone speranze, dopo il successo dell'opera d'esordio del regista,
Brick, vincitrice del Premio Speciale della Giuria al Sundance Film Festival nel 2005. Intitolato
Dose mortale nella versione italiana, il film è stato presentato alla Settimana della Critica del Festival di Venezia del 2005 ed è disponibile nella versione DVD edita dalla Eagle Pictures.
Per saperne di più su questo regista e sui suoi film, anche indipendentemente dai meccanismi della distribuzione in sala, il web si rivela uno strumento prezioso.
Riguardo a The Brothers Bloom sono online il
sito ufficiale del film e un
blog con molti materiali riguardanti le fasi di produzione, anche schizzi e video.
C'è poi il
sito del film Brick e il
sito ufficiale di Rian Johnson, il quale cura anche un
forum di discussione per curiosità e approfondimenti su entrambi i suoi film, rispondendo alle domande dei fans.
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Giugno 2009
Prime foto dal set del film su Robin Hood
Ridley Scott inizia le riprese mentre la sceneggiatura non è ancora definitiva
Ora possiamo esserne certi: il film su Robin Hood diretto da Ridley Scott è entrato nella fase delle riprese.
Sono state infatti pubblicate online alcune
immagini rubate dal set che confermano l'inizio della tanto sospirata fase esecutiva di questo film, il quale si propone di aggiornare la storia dell'eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri, anche se non è ancora chiaro in quale chiave intende farlo.
Questo progetto ha vissuto in effetti una storia piuttosto travagliata, cominciata più di due anni fa quando si presentò con una sceneggiatura che sembrava pronta per essere girata e ha invece poi subito numerosi rimaneggiamenti, tuttora in corso.
In particolare ciò che si è andato man mano modificando è proprio la nuova chiave di lettura della storia: inizialmente l'idea era di mettere al centro la figura della sceriffo di Nottingham, contrapponendolo ad un Robin Hood cattivo, poi si è parlato di far interpretare entrambi i ruoli a Russel Crowe per passare in una fase successiva a ridimensionare il ruolo dello sceriffo identificando l'antagonista dell'eroe nell'intera nazione francese che sotto la guida di Guglielmo il Conquistatore nel 1066 invade l'Inghilterra.
Allo stato attuale ciò che sappiamo è che il regista è arrivato a scegliere due attori distinti per i personaggi maschili protagonisti della storia: Matthew Macfadyen per il ruolo dello sceriffo e Russel Crowe per quello di Robin Hood.
Tutto quello che per ora è di sicuro stato aggiornato del personaggio di Robin Hood è il costume, una sorta di armatura leggera già anticipata dalle
prime foto ufficiali pubblicate online. Il resto è, probabilmente, ancora da decidere: alcune
dichiarazioni dell'attrice Eileen Atkins che interpreta Eleonora d'Acquitania nel film, spaventata di dimenticare le battute che continuano ad essere cambiate, confermano come la fase di rimaneggiamento sia ancora in corso. Era infatti di appena un mese fa la notizia che Tom Stoppard era stato chiamato a rivedere, o forse a riscrivere, la sceneggiatura, già passata nelle mani di Brian Helgeland, Paul Webb, Ethan Reiff e Cyrus Voris.
Se tutto va come previsto il film, che può vantare anche la presenza di Cate Blanchett nel ruolo di Lady Marion, dovrebbe uscire il 14 maggio 2010.
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Giugno 2009
Online il trailer di The Road, con Viggo Mortensen
Tratto dal romanzo premio Pulitzer di Cormac McCarthy
Nella
recensione in anteprima pubblicata online circa dieci giorni fa Esquire Magazine lo ha definito “Il più importante film dell'anno”.
Non sappiamo se è davvero così ma di certo
The road si presenta con un ricco cast e una derivazione letteraria di prestigio.
Diretto da John Hillcoat il film uscirà nelle sale americane il 16 ottobre e da qualche giorno possiamo vederne anche il
trailer online. Le prime immagini ci presentano un mondo desolato, freddo e vuoto; è questo lo scenario nel quale si muovono i due protagonisti della storia, un padre e suo figlio, interpretati da Viggo Mortensen e Kodi Smit McPhee.
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Cormac McCarthy, vincitore del premio Pulitzer nel 2006, ambientato all'indomani di un evento catastrofico non specificato che costringe i pochi esseri umani sopravvissuti ad una lotta per la sopravvivenza.
In questa situazione la civiltà lascia il posto ai primari istinti di conservazione, anche se un briciolo di umanità resta proprio nell'amore di un padre per suo figlio. I due personaggi sono in viaggio verso sud, alla ricerca di un luogo dove sia più facile sopravvivere; proprio l'istinto di protezione verso il figlio è ciò che spinge questo padre a continuare ad andare avanti in un mondo in cui non è rimasto più nulla e non c'è più nessun posto dove andare.
Lo scenario apocalittico del film non è stato ricostruito al computer ma filmato dal vivo.
Le riprese si sono concentrate attorno alla città di Pittsburgh, dove il regista ha trovato nella stagione invernale proprio quel tipo di paesaggio desolato di cui aveva bisogno, oltre ad un parco divertimenti deserto e un lungo tratto di superstrada chiusa.
Alcune scene sono state girate anche nella New Orleans segnata dal passaggio dell'uragano Katrina. Recitare con attorno questo tipo di contesto ha aiutato gli attori molto più di quanto avrebbe fatto un green screen, come ha dichiarato Viggo Mortensen a
USA Today.
Nel cast del film, per il quale non c'è ancora una data di uscita italiana, da segnalare anche la presenza di Robert Duvall, Charlize Theron e Guy Pearce.
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Maggio 2009
Al via l'adattamento del secondo romanzo dell'autore di Q&A (alias Slumdog Millionaire)
Il prossimo anno a Delhi le riprese di Six Suspects
Dopo che un film ha avuto successo, i successivi progetti del team che ne è stato coinvolto, lo sappiamo, diventano estremamente interessanti.
Il caso cinematografico più recente è di sicuro
Slumdog Millionaire, il film pluripremiato agli ultimi Oscar che ha acceso i riflettori tanto sul suo regista che sul resto della squadra che lo ha prodotto.
Tra questi figura anche Vikas Swarup, autore di
Q&A (
Le dodici domande), il romanzo da cui Simon Beaufoy ha tratto la sceneggiatura del fortunatissimo film di Danny Boyle.
Scrittore quasi per caso, visto che di mestiere fa il diplomatico, Vikas Swarup era al suo romanzo d'esordio quando venne pubblicato
Q&A nel 2005.
Dopo il successo ottenuto da
Slumdog Millionaire, un forte interesse sul suo secondo romanzo, uscito lo scorso agosto, era quasi inevitabile. La Bbc Films ne ha infatti acquistato i diritti dando il via al progetto di adattamento cinematografico: John Hodge è stato assunto per scrivere la sceneggiatura e si parla già di un budget di 15 milioni di dollari per la produzione, prevista per il prossimo anno a Delhi.
Intitolato
Six Suspects, il secondo romanzo di Swarup racconta di un omicidio per il quale sono sospettati ben sei personaggi, di differenti livelli sociali. Si va dal turista americano al burocrate corrotto al sex symbol di Bollywood, in una gamma che secondo le intenzioni dell'autore serve a cercare di capire qualcosa in più della situazione sociale contemporanea, utilizzando l'indagine poliziesca come un pretesto.
Scartata l'ipotesi di un sequel di
Q&A con cui avrebbe rischiato di ripetersi, l'autore ha comunque deciso di continuare a parlare del suo paese natale ambientando anche questa storia in India. Infatti, nonostante il suo lavoro di diplomatico lo abbia portato in vari paesi in giro per il mondo, nelle sue
interviste ha dichiarato che l'India resta il paese che sente di conoscere di più e sul quale pensa ci sia bisogno di scrivere.
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Maggio 2009
Meryl Streep e Amy Adams in Julie & Julia
Ad ottobre nei cinema, online il trailer
Uscirà in Italia il 30 ottobre: è il nuovo film diretto da Nora Ephron, intitolato
Julie & Julia.
Il
trailer online ci presenta le due protagoniste, Meryl Streep e Amy Adams, di nuovo insieme dopo
Il dubbio.
In questo caso le attrici interpretano due personaggi distanti nel tempo, due donne le cui vite si intrecciano grazie ad un libro di cucina.
Di libri questo film ne chiama in causa ben tre: c'è innanzitutto quello da cui è tratta la trama principale, intitolato per l'appunto
Julie & Julia, scritto da Julie Powell e pubblicato nel 2005.
Si tratta di un racconto autobiografico dell'autrice, una segretaria trentenne felicemente sposata ma non molto soddisfatta della sua carriera che cerca un cambiamento e probabilmente anche un obiettivo nella sua vita. Un giorno, dopo aver trovato una vecchia copia appartenuta a sua madre del libro di Julia Child,
Mastering the Art of French Cooking (ecco il secondo libro), decide di preparare tutte le ricette in esso contenute nel giro di un anno, raccontando l'intera esperienza attraverso un blog che avrà grande successo tra gli utenti di Internet.
Il sottotitolo del libro
Julie & Julia precisa i termini dell'impresa, definita il “Julie/Julia Project”:
365 Giorni, 524 Ricette, 1 Piccola cucina d'appartamento – Come una ragazza ha rischiato il suo matrimonio, il suo lavoro e la sua sanità mentale per padroneggiare l'arte di vivere. È proprio riguardo alla figura di Julia Child che entra in scena il terzo libro legato a questo film, citato assieme a quello della Powell come fonte da cui è stato tratto il lungometraggio e intitolato
My Life in France.
Si tratta anche in questo caso di una memoria, scritta dalla stessa Julia Child nel suo ultimo anno di vita, con l'aiuto del pronipote Alex Prud’homme che ha portato a compimento il libro dopo la morte di Julia avvenuta nel 2004 a 91 anni.
Anche
My Life in France racconta la storia di una donna alla ricerca di un obiettivo nella vita. Julia Child nel 1948 si trasferì con il marito in Francia dove i due vissero per 6 anni; lei non parlava la lingua né conosceva granché della Francia ma fu conquistata dai sapori della cucina che le aprirono un nuovo e affascinante mondo.
Fu così che Julia decise di imparare l'arte dei fornelli e, una volta diventata esperta, si mise al lavoro assieme ad altre due chef che stavano già cercando di scrivere un libro di cucina francese per il pubblico americano.
Dopo
Mastering the Art of French Cooking pubblicato nel 1961, Julia scriverà altri libri e dal 1963 condurrà una serie di programmi televisivi di cucina, insegnando l'arte della cucina a moltissime donne americane, tra cui anche Julie Powell.
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Maggio 2009
Christina Aguilera protagonista di Burlesque
La cantante pop a fine anno debutterà sul grande schermo
Del progetto di un film intitolato
Burlesque e diretto da Steve Antin si parlava già un anno e mezzo fa.
In particolare a destare interesse era il fatto che la revisione della sceneggiatura fosse stata affidata a Diablo Cody, ragazza d'oro di Hollywood da
Juno in poi.
In questi giorni notizie più recenti riportate da
Variety ci dicono che al suo posto è poi subentrata la sceneggiatrice Susannah Grant, ma riguardo al film c'è di più.
Quello per cui si è recentemente tornati a parlare di
Burlesque è infatti soprattutto la scelta della protagonista femminile: la cantante pop Christina Aguilera.
A lei verrà affidato il ruolo di una ragazza che proviene da una piccola città, con una bella voce e molta ambizione e che troverà la sua fortuna in un club di Los Angeles dedicato al neo-burlesque.
Questo tipo di intrattenimento che dà anche il titolo al film, è un genere di spettacolo dal vivo che mescola canto, ballo e una versione di spogliarello in cui l'ironia, la provocazione e il modo di spogliarsi passano in primo piano rispetto al denudarsi in sé.
Oltre alla scarna sinossi ufficiale l'unica indicazione ulteriore che ci permette di farci un'idea dello stile del film è che si tenterà di realizzare un incrocio tra
Moulin Rouge e
Cabaret.
Il film, definito come musical contemporaneo, prevederà alcune canzoni famose che verranno rielaborate e usate per numeri di danza, riproponendo la strategia già usata con successo proprio da Moulin Rouge di basarsi su un patrimonio di brani conosciuti.
In questo caso nella scelta della protagonista, invece di prediligere un'attrice che poi rivela avere anche un'ottima voce come è accaduto per Nicole Kidman, si è preferito optare direttamente per una cantante.
In particolare Christina Aguilera, che si trova così a fare il suo debutto sul grande schermo, si era già calata nell'atmosfera spettacolare e sensuale di
Moulin Rouge nel video della canzone
Lady Marmalade, oltre ad aver dimostrato in generale nei suoi video musicali di trovarsi a suo agio con un look appariscente, vistoso e spesso ridotto alla minima superficie indispensabile.
Secondo quanto riportato da Variety la produzione di
Burlesque dovrebbe iniziare a fine anno.
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Maggio 2009
La casa sulle nuvole di Claudio Giovannesi
Giovannesi e la ricerca della libertà
Partiamo dal titolo:
La casa sulle nuvole. Letto assieme all'immagine promozionale, nella locandina del film, senza sapere niente di più, questo titolo trasmette un'idea di libertà, di ricerca e di distacco dalle convenzioni.
Questa condizione è in qualche modo quella a cui approdano i personaggi del film alla fine del loro viaggio: un senso di legame umano e di radici non legato ad un luogo né a dei ruoli prestabiliti ma riconquistato al di fuori di queste strutture, partendo solo da se stessi.
La storia comincia a Roma dove vivono Michele e Lorenzo Raggi, due fratelli, uno sui trenta e uno sui vent'anni.
Lorenzo suona nei locali notturni mentre Michele alleva numerosi cani nella loro grande casa fuori città. Un giorno però i due fratelli vengono avvisati che la casa in cui vivono è stata venduta dal suo proprietario, Dario Raggi. Scoprono così che il padre che li aveva abbandonati molti anni prima e di cui non avevano più avuto notizie è ancora vivo e si trova a Marrakech.
Inizia allora per i due fratelli un viaggio in Marocco alla ricerca di questo padre assente.
Mai con un tono eccessivamente drammatico ma spesso stemperato dall'ironia del personaggio concreto e pragmatico di Michele, interpretato da Adriano Giannini, il film ruota proprio attorno al tema di questo rapporto tra genitore e figli.
I due fratelli all'inizio del film possono essere considerati una famiglia più che altro perché vivono nella stessa casa, visto che i rapporti tra di loro non sono particolarmente stretti. Proprio la perdita della casa è ciò che sconvolge la loro vita e il suo recupero diventa la cosa più importante per loro, soprattutto per Michele, il maggiore dei due.
Arrivano ad un punto però in cui questo luogo fisico perde la sua importanza e proprio in questo momento diventano davvero una famiglia, stringendo un legame profondo non più legato ad un edificio o ai loro ruoli ma ad un'accettazione reciproca e profonda, soprattutto rispetto alla ritrovata figura del padre.
Passano insomma dal possedere una casa ad acquistare il loro senso di appartenenza e di radici pur trovandosi in luogo sperduto e senza avere più un domicilio a cui tornare, come se la loro casa potesse davvero stare dovunque, anche sulle nuvole perché si tratta ormai di un
sentirsi a casa.
In questo senso possono essere interpretati il titolo e anche il finale, estremamente aperto e poetico più che ragionevole e concreto.
C'è in effetti nella storia e soprattutto nel personaggio di Lorenzo, forse quello che più rappresenta nel film un alter ego del regista, un lato sensibile e un po' ingenuo, molto ottimista nei confronti della vita. In lui infatti si incarna l'idea espressa dalle parole del regista Claudio Giovannesi, un giovane autore acuto e cordiale, al suo primo lungometraggio: imparare ad accettare i propri genitori per quello che sono, smettendo di giudicarli, è parte del processo di maturazione dell'individuo.
Il fratello minore, Lorenzo, sembra in effetti del tutto sopraffatto dalla voglia e dalla felicità di poter conoscere un padre che ha abbandonato la sua famiglia molti anni prima. Riflettendoci a freddo possiamo cercare di metterci nei suoi panni e capire il suo desiderio di colmare il vuoto di questa figura paterna anche se durante la visione del film la posizione che lo spettatore sposa più volentieri è indubbiamente quella del risentito figlio maggiore.
Il suo pugno in faccia al padre quando i due si confrontano per la prima volta non può non suscitare un moto di intima soddisfazione.
Il personaggio del padre, infatti, sembra fatto apposta per suscitare repulsione, soprattutto nella prima parte del film: è un uomo che ha abbandonato una vita borghese che gli stava stretta per vivere in un posto esotico dove inseguire dei sogni come quello di fare affari o diventare un artista ricco dall'oggi al domani.
Una tipologia di personaggio individuata dal regista, assieme agli sceneggiatori del film, proprio attraverso una lunga ricerca condotta in Marocco, paese rappresentato nel film come un luogo molto ospitale e accogliente nei confronti degli stranieri, in cui la il modello dominante di famiglia è un nucleo estremamente compatto e solido.
Da segnalare infine la colonna sonora, scritta dal regista assieme ad Enrico Melozzi: molto bella e ben studiata, accompagna il progredire della storia cambiando di tono in accordo con lo sviluppo della narrazione.
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Maggio 2009
Dopo il Blu-Ray, il nuovo standard per l'home video potrebbe essere il 3D
La guerra dei formati (a spese del pubblico) sembra essere senza fine
È accaduto circa un anno fa, a febbraio del 2008: il Blu-Ray ha vinto la battaglia degli standard video per l'alta definizione imponendosi sul suo diretto concorrente, l'HD-DVD.
Ora la Warner Bros. offre un'opportunità a coloro che avevano scommesso sullo standard perdente, attraverso il suo sito
www.Red2Blu.com.
I cittadini degli Stati Uniti potranno ricevere, per soli 4,95 dollari a film (più spese di spedizione), un disco Blu-Ray per ogni HD-DVD originale posseduto tra quelli inseriti nel catalogo online della Warner.
La casa di produzione, in origine supporter del formato HD-DVD, col suo annuncio di abbandonare questo formato nel gennaio 2008, ha contribuito a decidere le sorti della battaglia in favore del Blu-Ray e ora vuole agevolare il passaggio dal laser rosso a quello blu.
Sono infatti proprio le major, dell'industria dell'intrattenimento e dell'informatica, a decidere quali saranno gli standard video del futuro, in combinazione però con il fattore
mercato. Le loro strategie si basano infatti anche sulle scelte del pubblico, di solito disponibile a passare ad un nuovo standard solo se questo viene offerto ad un prezzo abbordabile ai più.
Nel caso del Blu-Ray, le vendite negli Stati Uniti hanno spiccato il volo nei primi tre mesi dell'anno, arrivando a nove milioni di copie cioè quasi il doppio dello scorso anno; se entro l'anno verranno commercializzati dei player ad un costo più accettabile di quello attuale, allora anche l'ultimo scoglio alla diffusione di questo formato sarà superato.
In questo panorama però una considerazione è inevitabile e riguarda la grande velocità che si rileva nell'avvicendamento degli standard per il video.
Solo sei mesi fa dicevamo addio al caro vecchio VHS, al termine di una carriera durata circa trent'anni, mentre oggi che il Blu-Ray inizia ad affermarsi a tre anni dal suo debutto sul mercato, si parla già di nuovi supporti e concorrenti.
In particolare, oltre agli annunci di
nuovi formati ottici che promettono grandi capacità di memoria e massima compatibilità con i vecchi player DVD, è il
3D a voler invadere le nostre case nel prossimo futuro.
Questa rivoluzione infatti non ha intenzione di limitarsi alle sole sale cinematografiche ma fin dall'inizio ha allargato i suoi interessi anche al settore dell'home video.
Al momento diverse case produttrici stanno lavorando ad uno standard casalingo per il 3D ma tra queste la Panasonic sembra avere un asso vincente nella manica: la collaborazione al film Avatar di James Cameron.
Proprio questo potrebbe essere il primo titolo pubblicato nel nuovo standard 3D su supporto Blu-Ray nel 2010, facendo da traino alla diffusione di apparati home video dedicati alla visione stereoscopica. Secondo le informazioni attuali, agli spettatori si richiederebbe di possedere un televisore al plasma e un lettore Blu-Ray dedicato appositamente al 3D.
Mentre i supporti cambiano sempre più in fretta e sempre più contenuti vengono offerti anche gratuitamente online, il pubblico sarà disposto ad accettare la scommessa di un ulteriore
nuovo standard video per vederselo poi magari sostituire tra qualche anno?
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Maggio 2009
Prime immagini online di Never Let Me Go
Dal romanzo di Kazuo Ishiguro, il nuovo film di Mark Romanek
Ad appena un paio di settimane dall'inizio delle riprese di
Never Let Me Go, sul web sono già comparse le prime anticipazioni: alcune
foto ed un
video dal set, nella località di Clevedon, vicino Bristol, UK.
Una fornita galleria di immagini si trova su un sito di fans di Keira Knightley, interprete del film assieme a Carey Mulligan e Andrew Garfield. Assieme a loro, nel cast compaiono anche Andrea Riseborough, Nathalie Richard, Sally Hawkins e Charlotte Rampling.
I tre personaggi principali sono Ruth, Kathy e Tommy, tre ragazzi che crescono assieme in un collegio trascorrendo una giovinezza incantata nella campagna inglese.
A raccontare la storia è Kathy ormai trentenne che riallaccia i rapporti con i suoi due compagni d'infanzia facendo riemergere dal passato elementi inquietanti che forse è meglio non svelare ma lasciare alla visione o alla lettura.
Il film è infatti l'adattamento di un romanzo di fantascienza di Kazuo Ishiguro pubblicato nel 2005 (in Italia nel 2006 con il titolo
Non lasciarmi) e inserito nella classifica dei 100 migliori romanzi dal 1923 ad oggi, stilata dalla rivista TIME.
L'adattamento del libro è stato curato da Alex Garland mentre a dirigere il film c'è Mark Romanek, già autore di video musicali per Michael Jackson, Nine Inch Nails, Beck e nel 2002 del lungometraggio
One Hour Photo con Robin Williams. Proprio Romanek nelle ultime settimane ha pubblicato diverse immagini attraverso il suo
account su Twitter. Anche se potrebbero essere soltanto foto personali dell'autore, Slashfilm suggerisce che possano avere a che fare col film, con le sue location o perlomeno con l'idea estetica che il regista ha in mente per le immagini di
Never Let Me Go; curiosare per credere.
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Aprile 2009
Il mondo del cinema è su Twitter
Più che un passatempo, un vero strumento di marketing
I social network sono ormai, molto più che una moda, una realtà consolidata del web di cui sembra che nessuno possa più fare a meno. E mentre nuovi siti e applicazioni continuano a nascere in una gara a chi si aggiudica il maggior numero di utenti, il fenomeno va oltre l'uso di singoli privati che li usano per tenersi in contatto con i loro amici. Questi strumenti iniziano ad essere utilizzati anche per altri scopi e nascono account per associazioni e aziende che li usano per promuovere eventi o prodotti.
Il fenomeno riguarda anche il settore del marketing cinematografico che si sta interessando in particolare ad uno di questi strumenti ora in grande ascesa: Twitter.
Si tratta del più popolare sito di microblogging che permette ai suoi utenti di inviare messaggi di non più di 140 caratteri per far sapere che cosa stanno facendo in ogni momento. Nato nel 2006 il sito ha man mano guadagnato interesse sul web fino a registrare un boom di utenti nei primi mesi del 2009, arrivando a marzo a superare la quota dei 9 milioni.
E proprio riguardo all'uso di Twitter anche al di fuori dell'utenza privata, è stata resa nota di recente anche la
ricerca di una società di consulenza, la Gartner Inc., che sottolinea la possibilità per le aziende di sfruttare questo strumento a loro favore, in ben quattro modi.
In particolare tra questi viene segnalata proprio la creazione di account attraverso cui le aziende, pubblicando link o materiali ma anche rispondendo ai messaggi di singoli utenti, promuovono il loro marchio.
Esattamente questo è successo nelle ultime settimane nel mondo del cinema che, in forme diverse, sembra essere molto affascinato da Twitter.
Già durante il mese di marzo Slashfilm compilava una lunga
lista di attori, produttori, registi a altri addetti ai lavori del mondo dello spettacolo con un account su Twitter.
Tra questi figuravano anche David Lynch, Judd Apatow, Jon Favreau, Diablo Cody, Ashton Kutcher e Robin Williams. Agli inizi di aprile, poi, la Lionsgate Pictures è stata la prima tra gli studios ad utilizzare questo strumento per pubblicare un materiale inedito: un nuovo poster del film
Crank 2.
Anche per il remake del film di George Romero intitolato
The Crazies è stato creato un
account dal quale vengono pubblicate foto dal set e altre notizie sulla produzione in corso, mentre la Sony Pictures ha lanciato un gioco proprio per gli utenti di Twitter per pubblicizzare il film
Terminator Salvation.
Recentemente poi, tre comici americani hanno deciso di organizzare una conversazione interattiva inviando messaggi attraverso il loro cellulare durante una proiezione di
Crank 2. All'
appuntamento fissato online per la proiezione di mezzanotte del 16 aprile a Burbank, Los Angeles, si sono presentati una trentina di utenti tra cui qualche attore, regista e un critico di Firstshowing.net.
Nonostante le premesse, cioè la scelta di un film d'azione che permetteva di essere parzialmente distratti e le raccomandazioni di posizionarsi nelle ultime file per non disturbare gli altri spettatori, il TwitFlix, cioè la conversazione interattiva su Twitter, si è arricchita di numerose critiche in tempo reale.
La
polemica si è sviluppata online anche nei giorni successivi: la sacralità della sala cinematografica era stata violata e in più da alcuni addetti ai lavori, mancando di rispetto al resto del pubblico ignaro dell'intera operazione la quale, nonostante tutto, resta un'idea interessante.
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Aprile 2009
Sofia Coppola dirigerà il suo quarto film, Somewhere
Già scelta una location d'eccezione: l'hotel delle star di Hollywood
Dopo un fortunato esordio alla regia, un Oscar per il secondo film e le critiche al suo
Maria Antonietta, Sofia Coppola torna per la quarta volta a dirigere un lungometraggio.
Il suo nuovo progetto si intitola
Somewhere e racconta una storia ambientata nella Los Angeles contemporanea.
Per ora, dalla scarna sinossi ufficiale sappiamo soltanto che il personaggio protagonista sarà un attore che conduce la classica vita da star, dissoluta e sopra le righe. Riceverà però una visita a sorpresa da parte della figlia undicenne e questo lo porterà a riflettere proprio sul suo stile di vita.
Per raccontare questa storia, la regista ha chiesto e ottenuto il permesso di girare in un hotel sul Sunset Boulevard a Hollywood, lo Chateau Marmont. Non si tratta di un albergo qualunque ma di un edificio con un passato molto interessante: costruito negli anni '20 sul modello del Castello d'Amboise, nella valle della Loira,questo hotel divenne la residenza più alla moda di Hollywood.
È stato frequentata da scrittori, attori, musicisti e personaggi dello spettacolo che per alcuni periodi vi hanno anche vissuto. Tra i tantissimi nomi troviamo Marilyn Monroe, F. Scott Fitzgerald, Howard Hughes, fino alle band musicali degli anni '60 e '70 che proprio in questo luogo coniugavano il rock soprattutto con sesso e droga.
Anche se oggi i suoi clienti famosi ne apprezzano principalmente la discrezione, lo Chateau Marmont è stato il teatro di molti scandali ed eventi mondani con retroscena di storie di sesso tra le star.
Oltre che in questa particolarissima location di Los Angeles, nei mesi di giugno e luglio alcune riprese del film saranno realizzate anche in Italia, come recentemente riportato da Variety.
Sono già stati annunciati gli interpreti dei personaggi principali che saranno Stephen Dorff and Elle Fanning. Per
Somewhere, Sofia Coppola torna a lavorare con la Focus Features, la casa di produzione e distribuzione con cui aveva realizzato il suo fortunato
Lost in Translation.
Ad accompagnarla in questa nuova avventura ci sarà però anche la sua famiglia, visto che nel team di produzione figurano anche il fratello Roman Coppola e l'ancor più famoso padre Francis Ford.
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Aprile 2009
Russell Crowe e Ben Affleck in State of Play, dal 30 aprile al cinema
I rapporti tra giornalismo e politica nell'epoca del tramonto della stampa
Nel weekend di uscita nelle sale americane ha guadagnato 14 milioni di dollari, conquistando il secondo posto della classifica di incassi al box office.
State of Play uscirà in Italia il 30 aprile ma già prima di vederlo in sala il film ha attirato la nostra attenzione.
Si tratta di un thriller politico che vede come protagonisti Russell Crowe e Ben Affleck e che mette in campo il tema della relazione tra la stampa e la politica.
Questo aspetto del film è stato sottolineato da alcune critiche che vengono dagli USA dove proprio negli ultimi mesi la congiuntura di due fattori, cioè la diffusione di Internet e la crisi economica mondiale, ha causato grossi tagli e previsioni di chiusura per molti giornali americani, tra cui anche quelli con una storia più lunga e solida.
È stato lo stesso regista Kevin MacDonald, nelle interviste per la presentazione del film, a confermare la centralità di questo tema in State of Play. In particolare la sua idea di giornalismo è quella di un'attività seria e profonda che, attraverso la ricerca dei fatti e della verità, svolga una funzione di controllo su come vengono gestiti gli affari pubblici e si faccia garante della democrazia.
Questa stessa idea, assieme ad un quadro molto chiaro della situazione in cui si trova adesso la stampa americana, è presentata in un articolo recentemente pubblicato da Paul Starr sul
The New Republic (
Goodbye to the Age of Newspapers (Hello to a New Era of Corruption)). Qui si descrive il momento di passaggio in cui ci troviamo, tra l'era della comunicazione dominata dai giornali e quella del web e come stiamo rischiando di incappare in un momento di vuoto perché per ora la crescita del giornalismo online non è in grado di compensare la perdita di professionalità, tempo e risorse investite fino a poco tempo fa nel tradizionale lavoro dei reporter.
La gravità di questo fenomeno è messa in luce da alcune ricerche da cui emerge come la corruzione nell'ambito pubblico aumenta laddove c'è una minore circolazione di notizie e giornali; è proprio questo quello che potrebbe accadere a breve, visti i grossi tagli che molte testate hanno subito.
Ecco dunque l'importanza del giornalismo investigativo che va prima di tutto alla ricerca della verità, pur con le sue contraddizioni e le sue debolezze, proprio come in
State of Play. Nel film infatti i due protagonisti sono un giornalista e un deputato con ottime prospettive di carriera; tutto si complica quando l'assistente del politico muore per un incidente in metropolitana e il reporter inizia ad indagare sul caso facendo emergere retroscena segreti.
Kevin MacDonald, giornalista mancato secondo le sue stesse dichiarazioni, si impegna a sua volta attraverso questo film a portare a galla alcune verità, basando gli elementi di corruzione raccontati nella trama su un vero scandalo avvenuto negli USA circa un anno fa e che riguardava proprio il giro di denaro legato alla privatizzazione della difesa. Quindi pur essendo un film di fiction
State of Play, scritto sviluppando assieme a Tony Gilroy e Billy Ray la serie televisiva della BBC
The Girl in the Café, risente delle precedenti esperienze del regista che ha realizzato diversi documentari vincendo anche un Oscar nel 2000 con
One Day in September.
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Aprile 2009
Judy Garland avrà il volto e la voce di Anne Hathaway
Dalla biografia di Gerald Clarke saranno tratti un film e uno spettacolo teatrale
È stato annunciato da Harvey Weinstein, co-presidente dell'omonima casa di produzione: sarà Anne Hathaway ad interpretare il ruolo di Judy Garland nell'adattamento della biografia
Get Happy: The Life of Judy Garland. La storia verrà portata sia a teatro che al cinema, anche se non ci sono ancora dettagli né notizie su quale delle due versioni verrà realizzata per prima.
Secondo il Cleveland Leader, per la parte musicale non si useranno le registrazioni originali della Garland ma sarà la stessa Anne ad interpretare le canzoni.
Un piccolo assaggio delle capacità canore della Hathaway lo abbiamo avuto durante la recente cerimonia di premiazione degli Oscar, in cui l'attrice ha lasciato la sua poltrona in prima fila tra il pubblico per accompagnare Hugh Jackman in un frammento del numero di apertura della serata.
Vedremo come se la caverà l'attrice ventisettenne nell'affrontare un personaggio che rappresenta una sfida non da poco.
Judy Garland, ricordata dai più per la sua interpretazione del ruolo di Dorothy ne
Il mago di Oz quando aveva solo diciassettenne anni, è stata infatti attrice, cantante e ballerina fin da un'età giovanissima.
Il libro di Gerald Clarke, pubblicato nel 2001, ha attirato i produttori soprattutto perché svela molti dettagli sconosciuti rispetto a tutto quello che era stato detto su questo personaggio.
Get Happy: The Life of Judy Garland è infatti basato su molti materiali, tra cui anche l'autobiografia che la stessa Garland aveva cominciato, sotto forma di registrazioni e manoscritti, che non venne però mai portata a termine né pubblicata.
La nota dell'editore riguardo al libro ci racconta che per scriverlo Clarke ha impiegato dieci anni, viaggiando a lungo, realizzando interviste e studiando molti documenti tra cui alcuni sconosciuti ai precedenti biografi della Garland.
Nel libro emerge anche lo sfondo su cui si svolge la storia dell'attrice: la Hollywood degli anni d'oro, popolata da alcuni personaggi indimenticabili come il patriarca della Metro-Goldwyn-Mayer, Louis B. Mayer e Arthur Freed, il produttore di musical del calibro di
Cantando sotto la pioggia, oltre agli uomini che fecero parte della vita privata della Garland, tra cui Tyrone Power, Orson Welles e Vincente Minnelli.
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Aprile 2009
Michael Caine in Is anybody there; il trailer online
L'attore premiato alla carriera al recente ShoWest
Anche se non sappiamo ancora quando uscirà in Italia, la visione del
trailer non può che farci sperare di vederlo nelle sale al più presto.
Is anybody there è il più recente film che vede protagonista Michael Caine, una produzione indipendente inglese, presentata in anteprima al Toronto Film Festival del 2008.
Siamo negli anni '80 e il personaggio interpretato da Caine è Clarence, un anziano prestigiatore rimasto vedovo che, ai primi segni di demenza senile, è costretto controvoglia a trasferirsi in una casa di riposo in una località inglese in riva al mare.
Questo burbero personaggio inizierà dopo un po' a stringere amicizia con Edward, un bambino di 10 anni, figlio dei proprietari e gestori della casa per anziani, interpretato da Bill Milner.
Cresciuto in mezzo a persone di età avanzata, il bambino è da sempre a diretto contatto con la morte e si interessa di fantasmi e di quello che accade dopo la morte.
Il film si concentra proprio sull'amicizia tra Clarence ed Edward e sulle avventure che i due vivranno assieme.
Is anybody there è il terzo lungometraggio del regista teatrale irlandese John Crowley, premiato con il British Independent Film Awards nel 2003 per il suo film di debutto,
Intermission.
La pellicola è in uscita in questi giorni negli USA e dal 1° maggio anche in Inghilterra.
Prima di arrivare in sala, ad inizio aprile, il film è stato proiettato allo ShoWest, l'annuale convention dell'industria cinematografica che quest'anno ha scelto di premiare proprio Michael Caine con un riconoscimento alla carriera.
Non a caso per realizzare
Is anybody there il regista ha atteso per molto tempo che Caine fosse disponibile, basando il film proprio sulla sua interpretazione. L'attore nella sua carriera lunga più di 50 anni, durante la quale si è aggiudicato anche due premi Oscar, ha infatti dimostrato una grande capacità recitativa, spaziando tra diversi generi e ruoli. Nel caso del film diretto da Crowley, pur interpretando un personaggio che ha la sua stessa età (76 anni), Caine ha dichiarato di non riconoscersi in Clarence, nei suoi acciacchi e nelle difficoltà della sua vita. L'attore afferma di aver comunque apprezzato il suo personaggio in questo film e per interpretarlo si è anche divertito ad imparare qualche trucchetto di magia da un vero prestigiatore.
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Aprile 2009
Watchmen delude al botteghino nel secondo weekend di programmazione
In uscita negli USA il film premiato a Venezia nella sezione Orizzonti
È stato uno dei film più anticipati e attesi degli ultimi mesi e nel weekend di uscita ha conquistato subito la vetta dei box office Italia e USA. Fin dall'inizio, però,
Watchmen ha deluso in termini di incassi, inferiori rispetto alle aspettative.
Il film di Zack Snyder, tratto dall'omonima serie a fumetti di supereroi pubblicata a partire dal 1986, lo scorso fine settimana ha poi ceduto la prima posizione in entrambe le classifiche facendo registrare un netto crollo negli incassi. Di fronte a questi risultati, già dopo il weekend di uscita del film, il suo sceneggiatore David Hayter che ha dedicato a questo progetto circa dieci anni di lavoro, ha scritto una
lettera aperta ai fans del fumetto chiedendo loro di andare nuovamente al cinema nel secondo fine settimana di programmazione di
Watchmen.
Pubblicata su HardcoreNerdity.com, sito specializzato in fantascienza, horror e fantasy, la lettera è un appello sentito di chi crede fermamente nel valore di un progetto curato così a lungo. Hayter vi afferma di aver sentito per anni le lamentele degli autentici appassionati di fumetti riguardo ai tanti adattamenti cinematografici che modificano il materiale di partenza per ottenere dei prodotti commerciali.
Difendendo il caso di
Watchmen come un'eccezione rispetto a questa norma, un film realizzato col lavoro di molte persone appassionate e rivolto ad appassionati quanto loro, Hayter invitava i fans a tornare al cinema se il film era stato per loro fonte di riflessione o discussione e soprattutto affinché altri film di questo genere possano essere realizzati in futuro.
Infatti gli studios tengono d'occhio proprio l'andamento dei profitti per vedere se un film come questo può funzionare e la prova del secondo weekend secondo lo sceneggiatore sarebbe stata decisiva a questo proposito.
A giudicare dai dati della settimana appena trascorsa, però, sembra che quest’appello accorato non sia stato sufficiente a salvare gli Watchmen, battuti negli USA da
Corsa a Witch Mountain e in Italia da
La matassa e
Gran Torino.
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Marzo 2009
Online il trailer di GoodbyeSolo
In uscita negli USA il film premiato a Venezia nella sezione Orizzonti
È stato premiato come vincitore della sezione Orizzonti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dello scorso anno. Ora, dopo aver girato per vari festival in tutto il mondo,
Goodbye Solo esce nelle sale americane e, speriamo, successivamente anche da noi.
Aspettando di avere notizie sulla distribuzione italiana del film, siamo di certo già incuriositi dal
trailer online e dalla storia che
Goodbye Solo racconta.
Solo, abbreviazione di Souleymane, è il nome di un tassista senegalese immigrato negli Sati Uniti, che vive nel North Carolina.
Una sera sul suo taxi sale William, un anziano signore che gli chiede di accompagnarlo, un paio di settimane dopo, in cima al Blowing Rock, un'altura vicino alla loro città. Solo inizia così a stringere amicizia con William, cercando di fargli abbandonare il suo proposito: gettarsi nel vuoto e farla finita con la vita.
Quarto lungometraggio del regista Ramin Bahrani, il film ha ricevuto ottime critiche, così come i precedenti progetti di Bahrani, più volte premiato in vari festival internazionali.
Cresciuto negli USA ma di origini iraniane, Bahrani ha iniziato la sua carriera realizzando
Strangers, il suo film di diploma per la Columbia University proprio nella patria dei suoi genitori, l'Iran. Ha poi proseguito con
Man Push Cart, presentato a Venezia nel 2005 e con
Chop Shop, passato dai festival di Cannes, Toronto e Berlino.
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Marzo 2009
Bruce Willis poliziotto del futuro in Surrogates
Nel 2054 c'è un sostituto tecnologico per ogni essere umano
Surrogates, la nuova pellicola con Bruce Willis nel ruolo del protagonista, uscirà nelle sale americane soltanto a settembre ma online è già cominciata la campagna di marketing virale.
Prodotto dalla Walt Disney, il film è l'adattamento di una graphic novel di fantascienza scritta da Robert Venditti e disegnata da Brett Weldele.
Siamo nel 2054 e gli esseri umani non escono più di casa: ad affrontare i pericoli e le difficoltà del mondo sono i loro surrogati robotici, delle versioni migliorate delle persone di cui hanno ricevuto il cervello, senza difetti e allineati agli standard della società.
Non tutti però vogliono adeguarsi a questa nuova condizione di vita dell'umanità: un criminale omicida elimina due di queste repliche robotiche e i corrispondenti esseri umani.
E' qui che entra in scena Bruce Willis, nei panni di un agente dell'FBI che, privato del suo surrogato tecnologico, sarà costretto ad uscire di casa nella sua versione in carne ed ossa per indagare sugli omicidi.
Alla guida del film, lo stesso team che ha lavorato a
Terminator 3: Jonathan Mostow alla regia, Michael Ferris e John Brancato a curare l'adattamento dal fumetto. Al recente New York Comic Con, è stato mostrato in anteprima il trailer, non ancora pubblicato ufficialmente, che ha lasciato perplessi molti commentatori, soprattutto per la presenza di scene d'azione con evoluzioni alla
Matrix ma realizzate con minore perizia. Aspettando di poterne sapere di più, si trovano intanto online la
prima foto ufficiale,
un'anticipazione sulla locandina e il sito della
Virtual Self Industries, la compagnia del futuro che offre la possibilità di costruirsi il proprio surrogato tecnologico.
Basta caricare una foto, scegliere le caratteristiche fisiche da dargli e l'avatar è pronto per essere condiviso online. Per fortuna, si tratta soltanto di fantascienza.
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Marzo 2009
Inglorious Basterds al Festival di Cannes 2009
Quentin Tarantino sta lavorando al montaggio; online il primo teaser trailer
Tarantino lo aveva anticipato già lo scorso anno durante il Festival di Cannnes: all'edizione 2009 avrebbe presentato in concorso il suo
Inglorious Basterds, di cui stava ultimando la sceneggiatura.
Portate a termine appena un mese e mezzo fa le riprese, iniziate ad ottobre 2008, il regista avrebbe cominciato in gran fretta il montaggio del film per mantenere la promessa e arrivare in tempo a Cannes.
La notizia sembra trovare delle conferme, sia da
Variety che lo annunciava già a gennaio, sia da alcune dichiarazioni di Enzo Castellari riportate dalle
agenzie di stampa:
Quentin mi ha detto “ci vediamo a Cannes”.
Il regista italiano è l'autore del film
Quel maledetto treno blindato del 1977, distribuito negli USA proprio con il titolo
Inglorious Bastards.
Partendo dalle vicende raccontate nel film di Castellari, Tarantino ha costruito il suo nuovo progetto che si ispira in generale al cinema spettacolare degli anni '60 sui temi della guerra. La storia è quella di un gruppo di soldati americani che si trovano in Francia nel 1944: condannati alla fucilazione dal loro stesso esercito per i reati che ognuno di loro ha commesso, dovranno scappare anche dalla minaccia dei soldati tedeschi.
Nelle ultime settimane sono stati pubblicati il teaser trailer ufficiale, in versione
originale e
italiana, oltre ad alcuni
poster; questi materiali non lasciano dubbi sulla presenza anche in questo film dello stile sanguinolento tipico di Tarantino.
Tutto questo sta avvenendo con largo anticipo sull'uscita del film, prevista per gli USA ad agosto e per l'Italia soltanto ad ottobre.
Del resto fin dall'inizio delle riprese, se non prima, le anticipazioni si sono sprecate in rete, alimentando con immagini e dettagli in anteprima, il clima di grande attesa per la nuova pellicola del regista di Pulp Fiction.
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Marzo 2009
Immagini e trailer online per The Limits of Control
Il nuovo film di Jim Jarmusch, forse al Festival di Cannes
Del casting per questo film si parlava già un anno fa; ora finalmente possiamo avere l'anticipazione di alcune immagini e la pubblicazione del
trailer online.
Stiamo parlando di
The Limits of Control, ultimo film del regista Jim Jarmusch, arrivato alla fase delle riprese dopo diversi mesi di attesa (ecco alcune
foto dal set).
Sulla storia raccontata nella pellicola, le sinossi ufficiali non ci dicono granchè: un uomo solitario, uno straniero che non si fida di nessuno, deve portare a termine un lavoro criminale che resta inizialmente misterioso.
Anche una delle attrici coinvolte nel film, Tilda Swinton, intervistata a riguardo, non ha rivelato molto di più dicendo soltanto che si tratta di un viaggio attraverso la Spagna.
Il film è infatti girato tra le città di Madrid, Siviglia e Almería. Nel cast, assieme ad una Swinton con parrucca bianca nelle foto del
sito spagnolo eCartelera, troviamo anche Isaach De Bankolé nei panni del misterioso protagonista, Bill Murray, John Hurt, Gael García Bernal e Paz de la Huerta.
Proprio con Bill Murray e Tilda Swinton Jarmusch aveva già lavorato per il suo film precedente,
Broken Flowers, uscito nel 2005.
A collaborare con il regista in questa nuova fatica c'è anche il direttore della fotografia Cristopher Doyle, già al fianco di un altro talentuoso regista come Wong Kar Wai in molti dei suoi film.
The Limits of Control dovrebbe uscire il 22 Maggio in alcune città degli USA e, secondo i pronostici online, potrebbe essere presentato al prossimo Festival di Cannes.
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Marzo 2009
Alejandro Almenábar torna con Agora
Un personaggio storico per Rachel Weisz
È uno dei film più attesi dell'anno, inserito nelle liste dei (per ora) ipotetici partecipanti al Festival di Cannes, in uscita il 2 settembre in Spagna.
Agora è l'ultimo film di Alejandro Almenábar, una grande produzione in costume, finanziata in maggioranza dalla Telecinco Cinema.
Girato a Malta, il film racconta la storia di Hypatia, personaggio interpretata da Rachel Weisz.
Vissuta nell'Egitto del IV secolo d.C., all'epoca parte dell'Impero Romano, Hypatia è una figura storica di grande interesse: figlia del filosofo e matematico alessandrino Theone, era bella, intelligente e di grande cultura.
Sostenitrice di una filosofia prevalentemente neoplatonica, Hypatia divenne una vera autorità ad Alessandria, rispettata e ammirata per le sue conoscenze che diffondeva attraverso l'insegnamento.
Proprio la sua posizione di grande influenza le fu, probabilmente, fatale. Hypatia venne infatti assassinata in maniera molto violenta per delle ragioni che la storia non ha del tutto accertato.
Le ipotesi sostengono che, in un contesto sociale di scontri tra religioni diverse, di crudeltà contro i cristiani e di parallela pratica di sacrifici umani pagani, Hypatia che si professava pagana, sia stata ritenuta responsabile di aver istigato alcuni fatti violenti di questo genere sfruttando proprio il prestigio e l'autorità raggiunti.
Il film, per il quale il regista, il co-sceneggiatore e il produttore hanno a lungo studiato gli eventi e il contesto storico, racconta anche dell'amore di uno schiavo, interpretato da Max Minghella, proprio per la sua padrona Hypatia.
Agora è il secondo film girato in inglese per il regista Alejandro Almenábar, dopo l'esperienza con Nicole Kidman nel 2001 in
The Others. Nel cast del film, il cui trailer è già stato
pubblicato online, troviamo anche Oscar Isaac, Rupert Evans, Ashraf Barhom e Michael Lonsdale.
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Marzo 2009
Online il trailer di Broken Embraces
Esce a Marzo in Spagna il nuovo film di Pedro Almodovar
Si intitola
Broken Embraces ed è l'ultimo film del regista Pedro Almodovar. Uscirà a Marzo in Spagna, poi in altri paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito per arrivare negli USA soltanto a Novembre. Aspettando notizie sull'uscita italiana, possiamo intanto goderci il
trailer online, una collezione di quegli abbracci strappati, interrotti a cui fa riferimento il titolo.
In queste immagini Penelope Cruz, arrivata alla quarta collaborazione con il regista spagnolo e appena premiata ai recenti Oscar, sfoggia la sua bellezza soltanto in versione mora. Sappiamo però che nel film la Cruz interpreta più ruoli: è infatti un'attrice alle prime armi che vive una doppia vita. Tra realtà e finzione, vedremo dunque Penelope in versione rossa, come già è apparsa in alcune foto pubblicate online nei mesi scorsi, ma anche con un look biondo. La storia, ambientata tra la metà degli anni '90 ed oggi, parla d'amore e tradimento e, secondo le parole del regista, mescola vari generi: thriller, dramma, commedia. Con uno stile vicino ai noir americani anni '50, seppure molto colorato, questo sarebbe il film di Almodovar con più sviluppi nella trama, il più vicino ad un romanzo. Anche se non racconta vicende direttamente autobiografiche, è stata un'esperienza di vita del regista ad ispirare il forte ruolo dei contrasti e dell'oscurità all'interno del film.
Come raccontato da Almodovar stesso alcuni mesi fa, la sceneggiatura di
Broken Embraces è nata durante un lungo periodo passato chiuso in casa, al buio. Assalito da forti mal di testa, il regista non riusciva a sopportare la luce e proprio in questo buio forzato è nato il suo ultimo film.
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Marzo 2009
Scott Pilgrim vs. The World: un altro fumetto sul grande schermo
Nel cast Michael Cera e Mary Elizabeth Winstead
Hollywood, ormai lo sappiamo, per le sue produzioni cinematografiche attinge a piene mani dal mondo dei fumetti, ma per fortuna non sempre e soltanto dalle storie di supereroi. Un caso molto recente è quello di
Scott Pilgrim vs. The World, adattamento di una graphic novel scritta da Bryan Lee O’Malley, in uscita forse entro il 2009.
La storia è quella di un ragazzo canadese di 23 anni che suona in una rock band: la sua vita procede tranquilla finché non si innamora di Ramona e per conquistarla si troverà ad affrontare i suoi sette ex-fidanzati, i cattivi della situazione.
La produzione del film è già in corso a Toronto e proprio dal dietro le quinte arrivano le tante immagini pubblicate nelle ultime settimane dal regista Edgar Wright sul
suo blog.
Protagonisti della pellicola, che mescolerà attori in carne e ossa ad elementi di animazione tradizionale, Michael Cera e Mary Elizabeth Winstead nei panni di Scott Pilgrim e Ramona Flowers. Del ricco cast fanno parte anche Chris Evans, Brandon Routh, Kieran Culkin e Anna Kendrick. Ancora da confermare la presenza di Jason Schwartzman nei panni di Gideon Gordon Graves, il settimo e più cattivo degli ex di Ramona.
Il film è basato soprattutto su
Scott Pilgrim’s Precious Little Life, primo volume di una serie di sei, pubblicati annualmente a partire dal 2004 e arrivati ora al penultimo capitolo, in uscita proprio a Febbraio 2009. La serie di Scott Pilgrim ha ricevuto ottime critiche e alcuni riconoscimenti nel mondo dei fumetti;
online sono disponibili dei piccoli assaggi.
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febbraio 2009
Le nomination agli Oscar non fanno più bene al botteghino
Negli USA incassi deludenti per i nominati come Miglior Film; si salvano The Millionaire e Il curioso caso di Benjamin Button
Manca ormai molto poco alla cerimonia di consegna dei premi Oscar, in programma per il 22 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles. Ma se per gli addetti ai lavori questo è un momento molto atteso, sembra quest'anno che per il grande pubblico potrebbe non esserlo altrettanto.
Un
post di Slashfilm sottolinea infatti come i titoli nominati nella categoria Miglior Film agli Oscar di quest'anno non abbiano beneficiato dell'effetto di ritorno sugli incassi al botteghino (negli USA), come in genere succede.
Anzi, dei cinque film che si contendono il premio più ambito, per ora l'unico che sembra avere davvero messo d'accordo tutti, critica e pubblico, ottenendo anche dei buoni incassi è
The Millionaire. Gli altri, a parte
Il curioso caso di Benjamin Button, arrivato a 120 milioni di dollari negli USA, non hanno fatto registrare grossi guadagni.
Sempre riferendoci agli Stati Uniti, infatti, vediamo che
Milk ha incassato 25 milioni di dollari,
The Reader 16 milioni e
Frost/Nixon 15 milioni.
Stilando una classifica sulla base degli incassi totali che si prevede verranno raggiunti, la cinquina di quest'anno si troverebbe al secondo posto nella lista di quelle con meno successo di pubblico negli ultimi 15 anni, subito dopo i nominati del 2005 (
Crash,
I segreti di Brokeback Mountain,
Truman Capote,
Good Night & Good Luck,
Munich).
Insomma, sembra che tra i gusti della gran parte di chi frequenta le sale e le scelte dei membri dell'Academy, un gruppo di addetti ai lavori, si sia creata una sfasatura per cui il richiamo alle statuette, così spesso utilizzato dal marketing cinematografico, forse non ha più la stessa efficacia di un tempo.
Considerato questo panorama Slashfilm si chiede allora: come sarà possibile risollevare gli ascolti della trasmissione televisiva della notte degli Oscar, dopo il picco negativo dello scorso anno, se i film in lizza non sembrano aver richiamato più di tanto l'attenzione del pubblico?
Per quanto riguarda l'Italia, non possiamo stilare una classifica di incassi altrettanto esauriente, visto che ad oggi due dei cinque nominati come Miglior Film non sono ancora usciti:
Il curioso caso di Benjamin Button lo vedremo dal 13 febbraio mentre
The Reader sarà in sala la settimana successiva. Gli altri tre non sembrano aver tratto vantaggio dalla nomination, visti i risultati non straordinari:
The Millionaire, uscito ad inizio dicembre ha finora incassato poco più di 3 milioni di euro,
Milk in tre week-end ha totalizzato circa 1.800.000 euro e
Frost/Nixon, uscito lo scorso venerdì, solo 286.000 euro.
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febbraio 2009
La crisi finanziaria investe la Thompson e il marchio Technicolor
Il più grande produttore di DVD è a rischio fallimento
In pochi ne hanno parlato, anche se si tratta di una notizia di notevole importanza, tanto per l'industria cinematografica quanto per gli appassionati cinefili. La società francese Thompson SA, a cui appartiene il marchio Technicolor, sta attraversando una grave crisi finanziaria legata all'attuale recessione dell'economia mondiale. Questo significa che il più grande produttore e distributore di DVD e CD del mondo che ha tra i suoi clienti anche gli studios di Hollywood, rischia di fallire.
Ma non si tratta soltanto di questo: il marchio Technicolor è fra quelli che hanno scritto la storia della tecnica cinematografica. Infatti con questo nome si indica un noto procedimento cinematografico a colori, il secondo ad essere stato inventato e il più usato negli Stati Uniti per più di trent'anni, a partire dal 1922. Famosi sono rimasti proprio i colori, ottenuti grazie a questa tecnica, di film come
Il mago di Oz e
Cantando sotto la pioggia.
Anche dopo l'evoluzione dei procedimenti di ripresa e stampa, la Technicolor Motion Picture Corporation fondata nel 1915 a Boston, ha continuato a lavorare nel cinema restando al passo con le nuove esigenze di questo settore. Nel 2001 è stata poi acquistata dalla Thomson SA, colosso francese del settore dell'elettronica e dei media che ha recentemente annunciato di non aver trovato compratori né finanziatori per risolvere i suoi problemi di bilancio.
Il suo titolo in borsa ha subito grosse perdite e si attende ora una soluzione, sotto forma di fondi da parte di aziende private o pubbliche, forse addirittura dal governo francese.
Nel momento della difficoltà la Thompson ha dichiarato di voler concentrare le sue energie proprio nel settore dei servizi dedicati ai produttori di contenuti, cioè gli studi cinematografici e televisivi.
Questo significa che nei piani della Thompson il marchio Technicolor al momento ha la priorità, visto che gestisce un volume di affari relativo alla produzione di DVD, oltre che di dischi Blu-Ray, che nessun altro al momento è in grado di eguagliare.
La Thompson ha invece deciso di vendere le attività considerate non strategiche in questo momento, tra cui la Grass Valley, un'azienda che realizza prodotti di elettronica per il settore video tra cui (come ci fa notare
Variety) anche la Viper digital camera, una delle più conosciute tra le videocamere digitali, quella con cui è stato girato
Il curioso caso di Benjamin Button.
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E.R. chiude i battenti con George Clooney e Susan Sarandon
Un finale in grande stile per la 15esima stagione della fortunata serie tv
In Italia è appena iniziata la messa in onda della 14esima stagione di un telefilm che ricorderemo come uno dei più fortunati e di lunga vita della televisione: stiamo parlando di
E.R. Medici in prima linea. Nel frattempo negli USA, dove sta già andando in onda la 15esima e ultima stagione, i produttori hanno deciso di chiudere la serie in grande stile, con due ospiti di eccezione.
Durante gli anni numerosissime sono state le guest star apparse nei vari episodi, tra cui Kirsten Dunst, Ewan McGregor, Sally Field e Forest Whitaker.
Stavolta però la star riporterà sullo schermo uno dei personaggi più amati delle prime serie di
E.R: il dottor Douglas Ross, ruolo interpretato da George Clooney che vedremo di nuovo col camice blu. La notizia, di cui si vociferava già da tempo, è ora confermata ufficiosamente da alcune
foto pubblicate dal sito Starzlife che vedono Clooney sul set.
Il sito
E online riporta poi che, prima dell'ultima puntata attesa per il 2 aprile, dovrebbe andare in onda l'episodio
In Times of Old in cui comparirà un pediatra, forse proprio il dottor Ross.
George Clooney, oggi uno dei nomi più noti di Hollywood e vincitore di un premio Oscar, proprio dalla partecipazione alle prime cinque stagioni della serie, tra il '94 e il '99, ha ottenuto quella popolarità necessaria a lanciarlo nel mondo cinematografico.
Le sorprese però non finiscono qui perché un'altra guest star d'eccezione, secondo
E online, ha girato alcune scene che andranno in onda verso la fine della 15esima stagione: si tratta dell'attrice Susan Sarandon. Del suo ruolo non si sa nulla, come del resto di ciò che accadrà nelle ultime puntate, ma il suo personaggio dovrebbe avere a che fare con quello di Clooney.
Sul canale tv americano NBC sono già andate in onda una decina di puntate dell'ultima stagione che in Italia arriverà solamente l'anno prossimo.
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febbraio 2009
La pirateria non risparmia i film nominati agli Oscar
Il download da Internet senza scopo di lucro fa bene o male al cinema?
Da quando esistono i DVD e i siti di condivisione online, il fenomeno ha iniziato a manifestarsi come qualcosa di inevitabile: i film promossi dagli Studios per le nomination agli Oscar finivano online nel giro di pochi giorni, in versioni con qualità DVD.
In un
recente post sul suo blog, il giornalista indipendente Andy Baio raccoglie i dati degli ultimi sei anni, compresi quelli riguardanti le recentissime nomination per le statuette 2009. Dai dati emerge che anche quest'anno, la quasi totalità dei film che si contenderanno i premi era già online nel giorno in cui le nomination sono state rese note. I circa 6000 membri dell'Academy, ricevono infatti a casa delle copie gratuite dei film che gli Studios vogliono promuovere e nel giro di una settimana questi sono già disponibili online, quest'anno con un leggero ritardo rispetto ai tempi degli scorsi anni.
Ecco dunque che la spinosa questione della pirateria si ripresenta, in questo caso proprio all'interno del meccanismo cinematografico hollywoodiano.
Qualcuno suggerisce di sostituire l'invio di copie DVD ai membri dell'Academy con la visione in streaming, previa password, attraverso siti appositi. Soluzione già adottata nel 2008, per motivi economici, dai network televisivi che promuovono allo stesso modo le loro serie e show in vista degli Emmy Awards, anche questo sistema non è però del tutto sicuro. Forse tutto sommato è necessario vedere la questione da un altro punto di vista e riconsiderare il concetto stesso di pirateria.
Estesa ormai da diversi anni anche al download di materiale ad uso esclusivamente personale e senza scopo di lucro, secondo alcuni in questa forma essa farebbe addirittura bene al cinema. Il download da Internet non sostituirebbe infatti la visione in sala, che secondo i dati di incasso resta comunque apprezzata e forse riservata dagli amanti del cinema ai film a cui tengono di più. L'uso della condivisione online servirebbe invece ad ampliare la propria cultura cinematografica a tutta una serie di film che comunque gli spettatori, dovendo fare una selezione anche sulla base di motivi economici, non sarebbero andati a vedere.
Forse proprio partendo da questo punto di vista, le grandi case cinematografiche hanno deciso di intraprendere la strada dello streaming online legale e gratuito, una soluzione che potrebbe rivelarsi la migliore sia per chi produce che per chi fruisce i film. Purtroppo in Italia siamo ancora piuttosto indietro in questo settore.
Infatti mentre i maggiori siti statunitensi come hulu.com o snagfilms.com non permettono ancora la visione dei loro materiali ai cittadini al di fuori degli USA, noi abbiamo per ora soltanto un primo sito (www.film-gratis.it) con un ristrettissimo numero di titoli che speriamo di veder aumentare quanto prima.
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febbraio 2009
In vendita uno dei set de Il curioso caso di Benjamin Button
Una grande casa vittoriana a New Orleans, per poco meno di 3 milioni di dollari
Sarà nelle nostre sale soltanto dal 13 febbraio ma
Il curioso caso di Benjamin Button ha già fatto molto parlare di sé aggiudicandosi ben 13 nomination ai prossimi Oscar.
E ora arriva dal web una curiosa notizia che riguarda proprio la strana storia di questo personaggio che nasce vecchio e, crescendo, ringiovanisce. Uno dei set principali in cui sono state effettuate le riprese del film con Brad Pitt e Cate Blanchett è ora in vendita. Nel film è l'ospizio in cui Benjamin viene cresciuto da quella che diventa la sua madre adottiva, nella realtà si tratta di una grande villa di più di 700 metri quadrati nel Garden district di New Orleans.
Composta da ben sei camere da letto e altrettanti bagni, una stanza della musica, una biblioteca, un ampio ingresso e molto altro, la casa è ora in vendita da Sotheby’s per la cifra di 2.85 milioni di dollari. Costruita nel 1832 e rinnovata in parte nel 1872, la villa si trova in un quartiere di New Orleans che ospita una delle meglio conservate collezioni di ville storiche del sud degli Stati Uniti, sorte durante un'epoca di prosperità per la città.
La casa, che ha ospitato ben tre generazioni della stessa famiglia, è sopravvissuta ad alcuni uragani tra cui quello che nel 2005 ha messo in ginocchio la città, Katrina.
Tuttora ricca di molti dettagli originali dell'epoca vittoriana, la casa è stata notata dal regista David Fincher che se n'è innamorato mentre andava alla ricerca delle location per il suo film.
Per una panoramica della villa, ecco un
video online.
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gennaio 2009
Tony Manero di Pablo Larrain
Nel Cile di Pinochet, un uomo sogna di essere Tony Manero
Per realizzare il suo sogno Raùl non si ferma davanti a niente
Guardando la locandina di questo film ci si aspetta qualcosa che nella pellicola inizialmente sembra non esserci.
In realtà, quell'immagine ci introduce molto bene nel mondo di illusione in cui vive il protagonista della storia. Il Tony Manero che vediamo è infatti Raùl, un uomo sulla cinquantina che vive a Santiago del Cile alla fine degli anni '70.
Il vestito bianco è quello che conserva come un tesoro e la mirroball che luccica dietro di lui è in realtà un pallone ricoperto dalle schegge di uno specchio.
Raùl sembra vivere soltanto per impersonare il suo idolo: il personaggio interpretato da John Travolta nel film
La febbre del sabato sera. Davanti alle immagini di quella pellicola, guardate per l'ennesima volta nella sala cinematografica vuota, può commuoversi e suscitare quasi un po' di tenerezza per la forza con cui si aggrappa ad un mondo che col suo non ha nulla a che vedere.
Subito dopo però, allo spettatore arrivano come uno schiaffo in faccia la ferocia e la brutalità di cui scopriamo capace Raùl, ogni volta che gli si presenta un'occasione di accelerare il percorso verso la sua trasformazione in Tony Manero.
Il suo primo obbiettivo è lo spettacolo messo in scena in uno squallido bar assieme ad alcuni compagni di ballo che compongono una pseudo famiglia, ma l'ambizione principale che lo muove è un concorso televisivo per sosia di personaggi famosi.
Questa è l'unica cosa che gli interessa, l'unica cosa davvero importante per un personaggio che sembra essere del tutto scollato dalla realtà in cui si trova immerso tanto è preso dal suo mondo interiore e dalle immagini dello schermo.
Raùl parla pochissimo, interagisce con le persone vicino a lui quel tanto che è essenziale e niente più. Eppure si rende conto della realtà che ha attorno, visto che nel Cile della dittatura di Pinochet, in cui i soldati pattugliano le strade e la sera scatta il coprifuoco, Raùl si aggira per le vie quasi deserte con circospezione, di fretta, sempre in allerta.
Ma questa realtà opprimente e violenta il protagonista sembra soltanto subirla: i tentativi di opposizione, i volantini clandestini, molto spesso scoperti e repressi col sangue dalla polizia politica, non riguardano Raùl, tranne nei casi in cui gli permettono di approfittarsene e guadagnare denaro per realizzare il suo sogno.
Il finale del film resta ambiguo: non siamo portati a credere che un personaggio del genere possa ritrovare il contatto con la realtà ma immaginiamo piuttosto che Raùl continuerà a perseguire ciecamente il suo scopo, agendo come un alienato, incurante di ciò che gli accade attorno. Il film, estremamente crudo, diretto ed inquietante nella sua brutalità, lascia lo spettatore senza parole, sovrapponendo alla violenza del Cile di Pinochet quella dell'uomo comune.
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gennaio 2009
500 Days of Summer, uno dei film da non perdere nel 2009
Accolta con entusiasmo l'anteprima al Sundance Film Festival
Lo hanno definito divertente, dolce, romantico e premiato con una standing ovation alla sua recente proiezione in anteprima al Sundance Film Festival. Sembra proprio che
500 Days of Summer sia tra i film che più hanno colpito tra quelli presentati finora nella maggiore vetrina internazionale del cinema indipendente. Proprio dal Festival in corso in questi giorni nello Utah sono passati film che hanno ottenuto poi grande successo e molti riconoscimenti ed è per questo che si tratta di una fonte di interessanti anticipazioni su quali film non dovremo lasciarci scappare.
La storia di
500 Days of Summer è riassunta molto schematicamente così: un ragazzo incontra una ragazza, lui s'innamora, lei no. Il protagonista di questa (non) commedia romantica è Tom, un ragazzo che crede nell'amore e nel destino, nel quale possiamo essere certi che ci identificheremo.
Infatti la sua è un'esperienza che è capitata praticamente a chiunque nella vita: innamorarsi, non vedere la realtà che si ha davanti e, una volta che la storia è finita e si è tornati coi piedi per terra, arrovellarsi inutilmente cercando di capire che cosa è andato storto.
La storia d'amore che vediamo raccontata nel film infatti, è quella a cui Tom ripensa dopo che la coppia si è separata, nella ricerca di che cosa abbia portato a rompere l'incanto.
Nel ruolo del protagonista, l'attore ventisettenne Joseph Gordon-Levitt, mentre il personaggio di Summer è interpretato da Zooey Deschanel, in questi giorni sugli schermi con
Yes man.
500 Days of Summer è il primo lungometraggio di Marc Webb, regista con una lunga carriera nella direzione di video musicali che in un'intervist a Slashfilm ha anticipato il suo prossimo progetto: un adattamento del libro di Tim Tharp,
The Spectacular Now.
Sono già online sia il
trailer che
due clip di
500 Days of Summer, in uscita il prossimo luglio negli Stati Uniti.
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gennaio 2009
La carriera da rapper di Joaquin Phoenix in un documentario diretto da Casey Affleck
Dalle ballate country di Johnny Cash al rap con Puff Daddy
Lo scorso novembre aveva sorpreso tutti annunciando che lasciava il cinema per esprimere in altri modi il suo talento creativo, in particolare nella musica.
Joaquin Phoenix, in effetti, con la sua interpretazione di Johnny Cash in
Quando l'amore brucia l'anima, si era guadagnato un Grammy Award, oltre alla sua seconda nomination agli Oscar, dimostrando il suo talento canoro.
Quasi subito però si era capito che Phoenix non era affatto intenzionato a prendere la strada del rock: a fine novembre circolavano
online foto di una sua esibizione a sorpresa, in un club di Culver City, in California, nei panni di un trasandato rapper.
Già in quell'occasione, ad immortalare l'evento c'era Casey Affleck, marito della sorella di Phoenix e fratello del più noto Ben Affleck.
Se fin da subito Phoenix aveva fatto sapere di voler documentare questa fase di transizione della sua carriera, ora è arrivata la conferma ufficiale dall'
Hollywood Reporter.
A seguire la carriera musicale nel rap di Joaquin per farne un documentario sarà proprio Casey Affleck, visto finora soprattutto come attore in
Ocean's eleven e successivi,
L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford e nel debutto alla regia del fratello Ben,
Gone Baby Gone.
Proprio lo scorso week-end, in un club di Las Vegas, c'è stato il debutto ufficiale al rap di Phoenix (per la verità riportato dalle
cronache come non molto esaltante) che sta già lavorando ad un album prodotto da Puff Daddy.
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gennaio 2009
Vuoti a rendere di Jan Sverák
Non è mai troppo tardi per reinventare se stessi
L'amore e la ricerca di ciò che ci rende felici visti dai sessant'anni
Josef vive a Praga, ha 64 anni e fa l'insegnante in un liceo.
Alle prese con una classe di alunni che non lo rispetta granché, Josef capisce che insegnare non lo rende più felice e così, dopo l'ennesima occasione in cui perde il controllo della situazione di fronte ad uno studente poco disciplinato, decide di lasciare il suo lavoro.
Comincia in questo modo la storia di
Vuoti a rendere, un film divertente e intelligente che si svolge sullo scenario di una Praga che, da un gelido e nevoso inverno, si scioglie in una calda estate, come se partecipasse al percorso del protagonista che durante quei mesi fa rifiorire la sua vita. Josef infatti, decide di trovare altre occupazioni oltre alle passeggiate nei giardinetti tipiche dell'età della pensione e sfida anche i limiti della sua età, raccogliendo l'ovvia disapprovazione della famiglia.
Dopo aver provato a fare il corriere espresso che consegna buste girando per la città in bicicletta, trova posto in un supermercato come addetto al ritiro delle bottiglie di vetro riconsegnate dai clienti.
È qui che, affacciato dall'apertura che collega il suo retrobottega al supermercato, attraverso l'interazione con la clientela e coi suoi colleghi, attorno a Josef si crea un piccolo mondo e lui diventa quasi un punto di riferimento per gli avventori del negozio, una variegata e divertente galleria di personaggi.
Al centro di tutto c'è l'amore: Josef gioca un ruolo da Cupido in diverse situazioni, trovando un nuovo partner anche per la figlia, una trentenne con un bambino piccolo, lasciata dal marito che l'ha tradita. Curiosamente, in questo confronto tra generazioni, è proprio la figlia ad apparire molto più fragile e con le idee confuse rispetto al genitore sessantenne che mantiene alto lo spirito ed è pronto ad affrontare nuove sfide.
E l'amore riguarda anche lui perché, tra gli altri temi, il film parla anche del rapporto con il sesso di persone non più giovanissime come Josef, senza moralismo né volgarità, calcando soprattutto sulle immagini dei sogni che lo fanno rigirare nel letto di notte.
Proprio il delicato momento del passaggio da una fase all'altra della vita che il protagonista sta affrontando, è l'aspetto del film che più fa riflettere.
Non solo il cambiamento radicale in cui si passa dal lavoro alla pensione, quando quello che ti ha occupato per una vita intera finisce ed è necessario che ci siano altre cose a dare senso alle giornate ma anche quella fase della vita di coppia in cui i figli sono cresciuti e ci si chiede se l'amore possa essere lo stesso di quarant'anni prima.
Attraverso sogni, flirt e occasioni mancate, la riflessione, sfuggendo dai luoghi comuni sul tradimento e la fedeltà, è proprio questa: come è possibile per l'amore sopravvivere ad un'intera vita passata insieme. E la risposta del film è forse proprio in un'evasione compiuta più nella fantasia che nella realtà, così innocua che è quasi impossibile condannarla.
Nei battibecchi con la severa moglie, non possiamo non sorridere di fronte ai bollori e alle bugie di Josef, augurandoci, per il bene della coppia, che le sue fantasie non diventino realtà.
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gennaio 2009
Ancora un film in costume per Keira Knightley
L'attrice interpreterà la moglie dello scrittore F. Scott Fitzgerald in The Beautiful and the Damned
Possiamo ormai esserne certi: i film che Keira Knightley preferisce interpretare sono quelli in costume. Dopo
King Arthur,
Orgoglio e pregiudizio,
Espiazione,
Seta e
La duchessa, la giovane attrice inglese ha infatti accettato l'ennesimo ruolo in un film ambientato in un'epoca diversa dalla nostra.
Si tratta di
The Beautiful and the Damned, centrato sulla storia d'amore tra lo scrittore Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda Sayre, una coppia al centro dei pettegolezzi nella New York degli anni '20.
All'epoca lui era uno scrittore famoso e abbastanza ricco, grazie al successo del suo primo romanzo,
Di qua dal Paradiso e i due vivevano il clima di entusiasmo degli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale tra feste e vita mondana.
Esauriti molto presto i proventi letterari, la coppia si trasferì in Europa dove col tempo i rapporti tra i due si fecero sempre più difficili.
Il loro rapporto burrascoso era fonte di materiale autobiografico sia per i romanzi di lui che per gli articoli di lei e mentre Zelda cominciava a manifestare i primi segni di quella che sarebbe stata diagnosticata come schizofrenia, Francis Scott si dava all'alcool.
La sua carriera di romanziere continuò, ottenendo successo a fasi alterne e lui nel frattempo si dedicò anche a scrivere sceneggiature per Hollywood, continuando a trasferirsi molto spesso e affrontare momenti di grande difficoltà.
Sulle travagliate biografie di questi due personaggi e sul loro rapporto sono stati scritti molti libri e anche le loro lettere private sono state oggetto di pubblicazione.
Il film, scritto da Hanna Weg, sarà diretto da John Curran, subentrato a Nick Cassavetes che avrebbe dovuto occuparsi del progetto secondo le notizie dello scorso settembre.
L'inizio della produzione è previsto per marzo ma non abbiamo ancora notizie su chi interpreterà il ruolo del protagonista a fianco della Knightley, nel ruolo di Zelda.
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gennaio 2009
Ricco cast per il prossimo film di Peter Weir
Colin Farrell, Ed Harris, Jim Sturgess e Saoirse Ronan in The Way Back
Tutto è pronto per il prossimo progetto di Peter Weir, il regista di
L'attimo fuggente e
The Truman Show, che ha scelto il cast per il suo nuovo film:
The Way Back.
Ad iniziare le riprese in Bulgaria il prossimo marzo ci saranno Colin Farrell, Ed Harris, Jim Sturgess e Saoirse Ronan.
La storia che andranno ad interpretare è basata per la maggior parte sul libro di memorie di Slavomir Rawicz,
The Long Walk: The True Story of a Trek to Freedom, edito in italiano con il titolo di
Tra noi e la libertà. Tenente della cavalleria polacca, nel 1939 Rawicz venne condannato a 25 anni di lavori forzati perché accusato di essere una spia.
Portato in un campo di prigionia in Siberia, il giovane organizzò un'evasione che mise in atto nel giugno 1941 assieme ad alcuni compagni.
Per raggiungere la libertà questo gruppo di uomini percorse in un anno circa 6500 chilometri attraversando la Siberia, il deserto del Gobi e l'Himalaya per arrivare in Tibet e poi finalmente in India, dove gli inglesi li soccorsero.
Questa incredibile storia di tenacia contro le peggiori avversità vedrà Farrel nel ruolo di un russo, Harris nei panni di un americano mentre Sturgess sarà un giovane detenuto polacco e la Ronan una russa che incontra i fuggitivi durante la loro fuga.
The Way Back si preannuncia dunque come un progetto molto interessante che vedremo nelle sale non prima del 2011.
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gennaio 2009
Hugh Jackman doppiatore per il film d'animazione Guardians of Ga’Hoole
Tra i tanti impegni, l'attore rinuncia al ruolo di Antonio nel musical di Soderbergh
Se c'è qualcuno che avrà di sicuro un 2009 ricco dal punto di vista professionale questo è Hugh Jackman.
Mentre si prepara a condurre la serata di premiazione degli Oscar e circolano già online immagini e trailer di
X-Men Origins: Wolverine, il protagonista di
Australia mette ordine tra i suoi impegni futuri.
Di questi giorni infatti sono due notizie che riguardano i prossimi progetti cinematografici dell'attore.
La prima news riporta che Jackman, assieme a Hugo Weaving e Ryan Kwanten, ha di recente accettato il ruolo di doppiatore per un film animato, dal titolo
Guardians of Ga’Hoole, di Zack Snyder.
Il film è basato sui primi tre libri di una serie per ragazzi di grande successo, scritta da Kathryn Lasky e illustrata da Richard Cowdry.
Dopo l'adattamento di un fumetto in
300, il regista Snyder si mette dunque all'opera con una storia di piccoli gufi che vengono rapiti da gufi malvagi e devono imparare a volare per raggiungere Ga' Hoole, l'isola dei più nobili gufi cavalieri che potranno salvare la situazione. Nei piani dell'attore per l'anno a venire c'è probabilmente anche altro visto che (e questa è la seconda notizia), proprio per i troppi impegni, Jackman ha deciso di rinunciare al ruolo di Antonio nel musical in digitale 3D che Steven Soderbergh girerà sulla storia d’amore tra Antonio e Cleopatra, quest'ultima interpretata da Catherine Zeta-Jones.
Di sicuro, Jackman sarà occupato ad esercitarsi in giochi di prestigio, dato che già alla première di
Australia, lo scorso novembre, l'attore annunciava la sua partecipazione a
Houdini: An Original Musical, uno spettacolo previsto a Broadway per la primavera del 2010.
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gennaio 2009
Australia, le versioni pirata online non fanno furore
Gli incassi deludenti negli U.S.A. e la scarsa qualità video scoraggiano gli utenti
In Italia uscirà solo il 16 gennaio mentre negli U.S.A.
Australia ha deluso le aspettative guadagnando meno della metà di quanto è costato e recuperando invece, oltre che nella patria omonima, anche in Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna.
Mentre aspettiamo di poterlo giudicare da noi, arriva dal web una curiosa notizia: le copie pirata del film, registrate illecitamente in sala e poi diffuse online, non hanno attirato granché l’attenzione degli utenti di Internet.
Forse influenzati dalle recensioni tiepide e contrastanti o forse spaventati dalla ragguardevole durata del film che supera i 160 minuti, gli internauti che usano programmi di condivisione per scaricare i film dalla rete non hanno fatto a gara per vedere
Australia.
Anche la pessima qualità video ha probabilmente influito sullo scarso successo di queste versioni pirata, registrate, secondo le dichiarazioni dell’Australian Federation Against Copyright Theft, sicuramente al di fuori dell’Australia. Dopo aver rilevato un incremento di copie pirata registrate nelle loro sale infatti, i gestori avevano migliorato le misure di sicurezza proprio in vista dell’uscita di film come Australia e Il cavaliere oscuro.
Se si tratta davvero di scarsa qualità e influenza dei risultati al box-office può darsi che gli utenti di Internet sceglieranno di vedere il film sul grande schermo alla prossima occasione. Potrebbe così accadere ad
Australia, come si augura anche il regista, di seguire l’esempio del precedente film di Luhrmann,
Moulin Rouge che, dopo aver riscosso successo in Europa, al ritorno negli U.S.A. aveva trovato una migliore accoglienza rispetto al non soddisfacente debutto.
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gennaio 2009
Il cavaliere oscuro non uscirà in Cina
La Warner Bros arretra di fronte alla censura cinese
Secondo quanto riportato da
Variety, la Warner Bros ha abbandonato i suoi progetti di distribuire
Il cavaliere oscuro in Cina.
Una breve dichiarazione della major motiva la decisione sulla base di una serie di condizioni pre-distributive e col fatto che alcuni elementi del film potrebbero non essere adatti alla sensibilità culturale della popolazione cinese.
In mancanza di ulteriori precisazioni, sono state suggerite dai commentatori online alcune ipotesi su cosa in concreto abbia portato a questa scelta.
Quello che ha trattenuto la Warner potrebbe essere innanzitutto la presenza nel film di alcune scene girate ad Hong Kong in cui Batman dà la caccia ad un criminale cinese. Inoltre nel cast compare un attore di Hong Kong la cui reputazione era stata offuscata nell’ultimo anno dalla pubblicazione di immagini in cui intrattiene rapporti intimi con parecchie donne.
Japan Today aggiunge che la Warner non ha neanche tentato di sottoporre il film al vaglio della censura cinese, forse memore di altri film stranieri a cui negli anni scorsi era stata resa difficile l’uscita in Cina, tra cui
Memorie di una Geisha e
I segreti di Brokeback Mountain.
Oltre alla censura, esercitata da un apposito organismo addetto a controllare la correttezza politica e morale dei film, molto sensibile a come in essi viene trattata la cultura cinese, entrano in campo anche forme di protezionismo.
Il risultato è che nel mercato cinematografico cinese tuttora in crescita, seppur ancora piccolo in confronto con quello U.S.A., escono ogni anno soltanto 20 film stranieri.
In questo caso, a subire il destino di oscuramento è il film campione d’incassi 2008 negli Stati Uniti che nel mondo ha raccolto 996 milioni di dollari guadagnandosi il 4° posto nella classifica box office di tutti i tempi e per il quale si sente profumo di Oscar.
Nonostante tutto però, possiamo sperare che gli spettatori cinesi interessati a vedere Il cavaliere oscuro siano riusciti comunque a guardarlo se è vero che, come riporta ancora Japan Today, nelle strade di molte città della Cina si trovano facilmente in vendita copie pirata dei film di Hollywood, tra cui già da mesi anche
The Dark Knight.
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gennaio 2009
Tempo di classifiche: i migliori film del 2008
I pareri di pubblico e critica tra Internet e incassi al botteghino
L’anno è appena finito, le nomination agli Oscar non sono ancora state annunciate e la tentazione di definire quali siano stati i migliori film del 2008 è irresistibile.
Così, ognuno dice la sua: critici, riviste, siti, addetti ai lavori e utenti, tutti sono impegnati a stilare classifiche.
Alcune di queste si basano su criteri di popolarità e ci dicono quali sono i film e i trailer più cliccati in rete o che hanno guadagnato di più al botteghino.
Un esempio viene da
IMDB, forse il più vasto e affidabile archivio online sul cinema, che già a metà dicembre annunciava quali erano i film più cercati dagli utenti sul suo sito durante il 2008.
Se in testa alla classifica ci sono titoli come
Il Cavaliere Oscuro e
Twilight che non sorprendono, nelle posizioni successive compaiono anche film di cui si è sentito parlare meno e che usciranno solo a partire dal prossimo anno:
Harry Potter e il principe mezzosangue,
Tr2n,
The Expendables.
Restano gettonati anche film dello scorso anno che avevano colpito il grande pubblico come
Non è un paese per vecchi,
Juno,
Into the wild e titoli intramontabili come
Il Padrino.
Sempre dalla rete viene la classifica dei trailer più visti sul sito
Yahoo Movies: anche qui al primo posto troviamo
Il Cavaliere Oscuro, mentre
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo in questo caso fa scivolare
Twilight al terzo gradino del podio.
Una classifica che riguarda direttamente l’Italia e i dati del botteghino è quella di
Cinetel: secondo i risultati registrati in quasi 500 città italiane, il film più visto nel 2008 è stato
Kung Fu Panda, seguito da
Io Sono Leggenda e
Grande, Grosso e... Verdone.
Soltanto settimo, in questo caso, il fenomeno
Twilight, seguito da
Gomorra e da
Il Cavaliere Oscuro al decimo posto.
Molte altre classifiche che arrivano dagli Stati Uniti si basano invece sul parere di addetti ai lavori del settore o di critici che esprimono le loro preferenze, spesso partendo da un numero di film molto più ampio rispetto a quelli che arrivano al grande pubblico.
Partiamo dalla
International Watch List che raccoglie i pareri degli executive di Hollywood sui loro preferiti tra i film stranieri usciti nel 2008 negli U.S.A.
Oltre a
La classe e
Gomorra, troviamo per la maggior parte film che usciranno in Italia a partire da gennaio tra cui
Lasciami entrare,
Martyrs e
Valzer con Bashir.
C’è poi la classifica dei 10 migliori titoli dell’anno stilata dall’
American Film Institute che decide di premiare
Il curioso caso di Benjamin Button, seguito da
Il cavaliere oscuro,
Frost/Nixon e, più oltre inserisce anche
Milk,
WALL-E e
The Wrestler.
Il robottino della Pixar è invece stato proclamato (a pari merito con The millionaire) miglior film dell’anno dall’
Associazione dei critici di Boston, così come da
Time Magazine e dall’
Associazione dei critici di Los Angeles, mentre il
Circolo dei critici di San Francisco ha deciso di premiare l’ultimo film di Gus Van Sant,
Milk.
Forse meglio di qualunque classifica, un video recentemente pubblicato online da Slashfilm.com riesce a riassumere cinematograficamente l’anno appena concluso:
provare per credere.
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gennaio 2009